Alberto Stasi chiede ai detenuti: “No ai programmi tv su di me”

Da meno di 48 ore che Alberto Stasi è in carcere dopo essersi costituito in seguito al verdetto che lo condannava a 16 anni di carcere per aver ucciso la sua fidanzata, Chiara Poggi il 13 agosto del 2007, e già avanza delle richieste nei confronti dei suoi compagni di cella. Il ragazzo di Garlasco, nel carcere di Bollate, ha infatti chiesto che i suoi compagni non guardassero servizi in tv che lo vedono protagonista: “Vi chiedo di non guardare in tv i programmi che parlano di me. Non voglio vederne nessuno. Si può?”. Gli altri detenuti, sette in totale nel suo reparto, pare lo abbiamo accolto bene e rispettato la sua decisione.

Alberto Stasi fa richieste ai suoi compagni di cella

Il commercialista 32enne continua a ribadire di essere innocente, mentre l’avvocato di Stasi, Giuseppe Colli ironizza sul quotidiano Il Giorno: “Faccio i complimenti al vero assassino: è fuori che se la ride”. Invece, in base a quanto riportato dal Corriere della sera, pare che prima di costituirsi, Albeto Stasi, abbia affidato all’avvocatessa Giada Bocellari  (che lo aveva accompagnato fino al portone del carcere) un saluto a “tutti quelli che si sono occupati umanamente e professionalmente di questa triste vicenda”. “Grazie, vi voglio bene”, aveva chiesto di far sapere.

Quasi come se il politico fosse andato in carcere a trovare un innocente perché è così che Alberto Stasi si professa e non manca occasione per ricordarlo al suo interlocutore e magari anche a se stesso. Quando il parlamentare gli chiede come pensare di trascorrere i suoi giorni in carcere, giorni scanditi da orari precisi, sveglia, pranzo e colazione, oltre alla possibilità di passeggiare nei corridoi e accedere alla biblioteca, Stasi risponde: “Devo ancora capire, non riesco a credere di essere qui» dice. «Ero convinto che sarebbe finita bene e non ho avuto il tempo di pensarci né di preparare niente, domani la mamma mi porterà un po’ di cose, magari vado in biblioteca a prendere un libro, vedrò come devo organizzarmi, cosa fare…”