Chi l’ha visto: non è di Ylenia Carrisi il Dna della vittima in Florida

Non è Ylenia Carrisi il corpo della donna vittima del serial killer in Florida. La trasmissione “Chi l’ha visto?”, in onda su Rai 3, in contatto direttamente con l’ispettore Dennis Haley, che ha condotto le indagini in America, ha comunicato che “Il Dna non combacia, la nostra vittima non è Ylenia Carrisi”. La Procura di Brindisi aveva disposto l’esame del Dna di Al Bano per inviarlo negli States e capire se c’era qualche legame tra il corpo di questa donna e il cantante di Cellino San Marco.

Ylenia Carrisi, non è la vittima del killer della Florida

La figlia di Albano scomparve nel dicembre del 1993 e la vittima che in qualche modo avrebbe dovuto avere corrispondenze con Ylenia Carrisi fu uccisa in Florida il 15 settembre 1994. Erano stati gli spettatori di una tv americana a indicare il possibile “match” con Yilenia Carrisi, dopo la confessione del serial killer Jesperson e l’appello televisivo di Haley per identificare la vittima.
La fine della tortura per gli ex coniugi Carrisi finalmente è arrivata. E’ stata comunicata dallo stesso ispettore ieri sera: “La nostra vittima non è Ylenia”. L’esame del Dna ha chiuso ogni ipotesi e le autorità americane hanno avvertito i genitori i quali nutrono la speranza di vedere la loro figlia ancora viva.

Ciò che ha spinto il poliziotto americano ad associare l’identità della vittima a quella della figlia di Al Bano e Romina Power sono stati i telespettatori di un programma tv. Jepherson, il camionista e killer canadese che ha confessato di aver violentato e poi ucciso le sue vittime, in carcere, è diventato un pittore e pare abbia dipinto un ritratto che somiglia particolarmente al volto di Yelnia Carrisi, e da qui è scattata la segnalazione. Persino il vestito che la vittima indossa è a fiori come quello di Ylenia per non parlare degli effetti personali sottratti alla salma: un braccialetto corrisponde alla stessa collana che indossa la giovane figlia di Al Bano in una delle foto con il padre. Inoltre il killer più noto come “Happy Face” ha dichiarato che la donne si faceva chiamare Suzanne, lo stesso nome che adottò Ylenia Carrisi per intraprendere il suo viaggio on the road.

Tuttavia “Chi l’ha visto?” ha sempre seguito anche un’altra pista, quello dell’uomo che condivideva l’appartamento con Ylenia. Un certo Masakela, un artista di strada, seguito e interrogato, l’uomo pare avesse l’abitudine di drogare le donne che vivevano con lui, a loro insaputa, sciogliendo nei loro drink sostanze stupefacenti.
A questo punto si ricollega il sospetto di Al Bano, pare sia quasi una certezza per lui, riguarda la testimonianza di un uomo che vide una donna gettarsi dal Missisipi riportando le ultime parole della suicida: “Io appartengo all’acqua”. La vide morire, non riuscì ad intervenire, la donna arrancava nuotando, fino a quando non si lasciò portare via dall’acqua. Questo gesto potrebbe essere collegato a quello che le avrebbe potuto fare Masakela e ad un attimo di stordimento per via delle sostanze ingerite; inoltre l’uomo appena dopo la scomparsa di Yelnia pare abbia condotto nel suo appartamento altre donne utilizzando anche la travel check di Yelnia come se sapesse che non sarebbe più ritornata.

Note: nella foto il dipinto del serial killer e l’identikit del superpoliziotto americano