Gabriele Ferzetti è morto: 10 curiosità per ricordarne la carriera

Gabriele Ferzetti è morto: l’attore italiano, che ha interpretato nella sua carriera più di 130 film, si è spento all’età di 90 anni nella giornata di ieri. E’ stato da sempre considerato uno dei più grandi attori del cinema e del teatro italiano. Vogliamo ricordarlo con una serie di curiosità sulla sua vita e sulla sua carriera, che magari le nuove generazioni non conoscono. Gabriele Ferzetti morto per la cronaca, ma non nel ricordo di chi ne avrà per sempre memoria come uno dei più grandi interpreti del cinema e del teatro italiano.

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  1. Da giovane era ossessionato dalla bellezza, tanto che la sua più grande preoccupazione era come veniva ripreso il suo profilo.
  2. La figlia Anna Ferzetti ha ereditato dal padre la passione per la recitazione. E’ la compagna di Pierfrancesco Favino, dal quale ha avuto due figlie.
  3. Gabriele Ferzetti ha vinto, nella sua lunga carriera, soltanto due Nastri d’argento come miglior attore non protagonista: il primo nel 1953 grazie alla sua interpretazione ne “La provinciale”, e nel 1969  ne “A ciascuno il suo”.
  4. Anche Ferzetti, come molti attori italiani, è stato spesso doppiato. Precisamente sono stati 5 i doppiatori del grande attore italiano.
  5. Ha recitato in più di 130 film, tra cui il primo è stato Via delle Cinque Lune di Luigi Chiarini nel ’42, mentre l’ultimo Diciotto anni dopo è del 2010 ed è stato diretto da Edoardo Leo.
  6. Ha avuto soltanto una storia d’amore sul set, in particolare con Angie Dickinson.
  7. Ha avuto un buonissimo rapporto con Sergio Leone, meno con Antonioni, ma soprattutto con Petri, infatti dopo “A ciascuno il suo” nel 1967, grazie al quale ha vinto il suo secondo Nastro d’Argento, non l’ha più chiamato.
  8. Ferzetti avrebbe voluto lavorare con Fellini, ma non è mai entrato nelle sue grazie, perché il regista adorava solo Mastroianni.
  9. In merito ai registi attuali suoi preferiti, ecco cosa ha dichiarato in una delle sue ultime interviste al Corriere della sera: “Al di là di Nanni Moretti e Roberto Benigni, che sono dei fuoriclasse, mi piacciono molto i film di Paolo Virzì”.
  10. Un suo rimpianto? Non aver interpretato l’Enrico IV di Pirandello a teatro, perché nessuno glielo ha proposto.