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Pamela Prati racconta dell’anoressia di cui ha sofferto in passato

Pamela Prati è stata un’icona della tv anni ’80 e ’90: talentuosa ballerina e fisico statuario, è stata una delle pioniere del Bagaglino dando il via ad alla generazione delle starlette del varietà del sabato sera. Anche lei, però, ha vissuto i suoi momenti bui e ne ha parlato in un’intervista col settimanale Vanity Fair: qui Pamela Prati parla di tutto a cuore aperto partendo dal dolore provato per la perdita della madre al successo che l’ha logorata al punto di farle toccare il fondo dell’anoressia. Oggi, a 50 anni ben nascosti, l’ex star della compagnia di Pier Francesco Pingitore e Mario Castellacci è una donna felice ed appagata.

Il dolore più difficile da superare per Pamela Prati è stato quello della perdita della madre che ha cercato di donarle un’infanzia serena nonostante le estreme condizioni in cui si trovava:

La perdita dei miei cari, in primis mia madre e i miei cani, mi ha chiusa in un dolore dal quale non riesco ad uscire. Mia madre è stata un’eroina, ha tirato su da sola otto figli. Era stata costretta a metterci in collegio. Appena poteva, ci veniva a trovare: portava da mangiare, ci coccolava, ci dava tanto amore. Mia madre ha lavorato tanto per riprenderci tutti. Per questo, appena ho potuto, le ho comprato quella casa che aveva venduto per noi. È stata la realizzazione del mio sogno più grande“.

Il successo, inoltre, non è stata la cosa migliore che potesse capitarle, dato il dramma in cui l’ha gettata: “All’apice della carriera mi sono ammalata di successo e ho avuto un principio di anoressia. Faticavo a mandare giù anche l’acqua. Ho ricominciato a mangiare guardando un bambino di tre anni, figlio della mia migliore amica, prendere il cibo con le mani e mangiarlo“. Ad ogni modo, le sofferenze peggiori sono passate e la star del Bagaglino è felice ed appagata accanto al suo compagno più giovane di 25 anni col quale dice di non voler programmare nessun matrimonio: “Siamo insieme da sei anni, mica pochi. Ma un documento non farebbe la differenza. Io e il mio fidanzato non viviamo insieme: faccio l’eterna fidanzata. Avere un uomo più giovane a 50 anni è una rivalsa verso chi sostiene che a 28 una donna sia già vecchia. Oggi possiamo amare senza guardare un numero“.