Roberto Maroni: la Lombardia vieta burqa e niqab negli ospedali

Roberto Maroni: la Lombardia vieta burqa e niqab negli ospedali e nelle strutture regionali che dovranno adeguarsi entro il 31 dicembre. La Giunta presieduta da Roberto Maroni ha modificato il regolamento e vieta l’accesso in edifici pubblici a chi si presenta a volto coperto, tutti dovranno essere riconoscibili. La modifica è stata voluta in particolare dalla Lega Nord dopo gli attentati jihadisti di Parigi.

Roberto Maroni: la Lombardia vieta burqa e niqab negli ospedali

 

Il testo richiama la legge nazionale già in vigore (il testo unico del 1975), che vieta di presentarsi col volto coperto in pubblico senza “giustificato motivo”. Finora, tuttavia, il velo è stato “risparmiato” in quanto considerato una valida giustificazione dalla giurisprudenza.
Il fatto di aver inserito il richiamo in un regolamento consentirà agli addetti ai controlli di non far entrare chiunque indossi caschi o anche abiti tradizionali che indossano alcune donne musulmane, benché burqa o niqab non siano espressamente citati.
«Abbiamo adeguato il regolamento e ora chi controlla gli ingressi potrà non far entrare chi si presenta con il volto coperto», ha confermato Maroni.

Il niqāb è un velo presente nella tradizione araba preislamica e in quella islamica, che copre l’intero corpo della donna, compreso il volto, lasciando scoperti solo gli occhi.
Il burqa o burka, è un termine che individua due tipi di vestiti diversi: il primo è una sorta di velo fissato al capo che copre l’intera testa, permettendo di vedere solamente attraverso una finestrella all’altezza degli occhi e che lascia gli occhi stessi scoperti, o che lascia scoperti occhi e bocca, che rimane però coperta da una sorta di mascherina come nel cosiddetto bandar burqa. L’altra forma, chiamata anche burqa completo o burqa afghano, è un abito, solitamente di colore nero o blu, che copre sia la testa sia il corpo. All’altezza degli occhi può anche essere posta una retina che permette di vedere parzialmente senza scoprire gli occhi della donna.