Velo islamico: quali sono le differenze tra un velo e un altro?

Velo islamico: quali sono le differenze tra un velo e un altro? Dopo le polemiche nate intorno alla decisione della Giunta Maroni in Lombardia di vietare il burqa e il niqab negli ospedali e negli edifici della regione dove è necessario essere riconoscibili, vogliamo far chiarezza sul perché sono stati vietati solo questi due tipi di velo.
Di seguito troverete un elenco dei veli più usati dalle donne nel mondo islamico.

Velo islamico: quali veli sono i più diffusi?

Esistono diversi tipi di velo in uso tra le donne musulmane e ognuno di essi è fortemente legato all’area di appartenenza geografica della donna e oltre l’aspetto puramente religioso ne riflette anche la cultura.
Viene chiamato genericamente hijab il normale foulard che copre i capelli e il collo della donna, lasciando scoperto il viso. Sebbene nel Corano la parola venga utilizzata in maniera generica, oggi è diffusa per indicare la copertura minima prevista dalla shari’a per l’uomo e soprattutto per la donna musulmana. Questa copertura prevede non solo che la donna veli il proprio capo (nascondendo fronte, orecchie, nuca e capelli), ma anche che indossi un vestito lungo e largo, in modo da celare le forme del corpo.
Il Corano utilizza anche due termini più specifici a proposito dell’abbigliamento femminile: khimar e jilbab, il cui sinonimo attuale è abaya.

Ecco i tipi di velo islamico:

  • Hijab: in senso generale indica un velo di forma quadrata che viene avvolto intorno al capo per coprire la testa, parte della fronte e il collo. Il viso rimane libero. Nelle interpretazioni più modeste è di colore scuro, in quelle più modaiole può avere qualunque colore, ornamento, tessuto e foggia.
  • Niqab: erroneamente confuso con il burqa, il niqab è il velo che copre il volto della donna e che può (nella maggior parte dei casi) lasciare scoperti gli occhi. Ne esistono di due tipi: quello saudita e quello yemenita. Il primo è un copricapo composto da uno, due o tre veli, con una fascia che, passando dalla fronte, viene legata dietro la nuca. Il secondo è composto da due pezzi: un fazzoletto triangolare a coprire la fronte (come una bandana) e un altro rettangolare che copre il viso da sotto gli occhi a sotto il mento.
  • Burqa per lo più azzurro, con una griglia all’altezza degli occhi, copre interamente il corpo della donna. Tecnicamente, assolve le funzioni del niqab e del khimar.
  • Al – Amira che vuol dire principessa, rientra nella categoria dei copricapo islamici. È composto da due parti, un berretto o foulard (sotto-copricapo) e una sorta di tubo che si infila come una cagoule (passamontagna) e che copre testa e collo. Da notare che il berretto può avere funzione ornamentale, ed essere decorato da merletti, pietre, ricami.
  • Shayla è composta di due pezzi. Ma il velo che si avvolge intorno al collo è rettangolare. È comune negli stati del Golfo.
  • Khimar normalmente viene identificato in un mantello che copra dalla testa in giù: alcuni modelli arrivano fino a sotto i fianchi, altri fino alle caviglie; a seconda della tradizione locale può avere un velo che copre anche il viso.
  • Chador è un indumento tradizionale iraniano simile a una mantella e a un foulard indossato dalle donne quando devono comparire in pubblico. Si tratta di una stoffa semi circolare che ricopre il capo e le spalle, ma che lascia scoperto il viso, tenuto chiuso sotto il mento a incorniciare il volto; è uno dei possibili modi per seguire la legge islamica dell’hijab. Viene indossato anche in altre nazioni oltre all’Iran, specialmente nel Medio Oriente, e da chi segue la dottrina islamica secondo la pratica della purdah indipendentemente dalla nazionalità.
  • Abaya (Golfo Persico), lungo dalla testa ai piedi, leggero ma coprente, lascia completamente scoperto il volto.