Vito Zingarelli è l’autore della bestemmia di Capodanno su Rai1

Chi è l’autore della bestemmia del Capodanno di Rai 1? La gaffe in diretta è quasi diventata la cosa più importante e da ricordare di questo inizio anno. Se l’anticipo sul count down della mezzanotte è passato quasi ignorato è stato grazie alla bestemmia apparsa in sovrimpressione nella diretta da Matera de “L’Anno che verrà” condotto da Amadeus e Rocco Papaleo. In molti si sono indignati per il mancato controllo di questi messaggi mandati dagli utenti e subito si è cercato di scoprire i responsabili di tale gesto. L’autore della bestemmia è Vito Zingarelli. Ma chi è?

Bestemmia Capodanno Rai 1: è stato Vito Zingarelli di Taranto

Vito Zingarelli è un ragazzo di 21 anni di Taranto, è conosciuto con il nome di Cobra. È lui l’autore della bestemmia del Capodanno di Rai 1 ed è stato raggiunto dal Corriere della Sera e ha rilasciato un’intervista in cui ha cercato di spiegare le sue ragioni: “E vabbè dai, ho fatto una cavolata da ultimo dell’anno ma che ne sapevo io che la passavano veramente in diretta, quella bestemmia? Che poi mica lo intendevo alla lettera, dai per me porco… era un modo di dire”.

Stupito da tanto clamore per un’esclamazione colorita molto usata tra i giovani, Vito ha continuato: “Mi rendo conto che ho esagerato ma non è che ci volesse un genio per bloccare la parolaccia, bastava un programma software”. Il ragazzo è stato avvertito dalla sua famiglia di questa sua bravata e non è stato rimproverato anzi “si sono messi a ridere, in fondo era solo una cavolata, la state facendo diventare chissà che”.

L’unico grande accusato e che pagherà per questa gaffe sarà Francesco C., il lavoratore Rai che era incaricato a mandare in onda i messaggi dei telespettatori. Vito si dice dispiaciuto proprio per questo uomo: “Mi dispiace se ho creato problemi a quel signore che doveva controllare i messaggi e chiedo scusa a tutti quelli che si sono offesi. Però non mi massacrate”.
Francesco C., tecnico di Rai Com, addetto al controllo, inquadrato nel settore commerciale, ha deciso di sfogarsi: “È inspiegabile che sia finito sotto processo soltanto io. Sono rimasto schiacciato tra due responsabilità che non mi appartengono. Davanti, avrei dovuto essere protetto dal software di Telecom, che chiaramente non ha funzionato. Dietro di me doveva esserci una struttura editoriale, almeno un giornalista. Come si fa a lasciare tutto in mano a un team commerciale”.