Ciao Darwin e Bonolis nella bufera per casting a razzisti e omofobi

Ciao Darwin , la famosa trasmissione di Canale 5 e il suo storico conduttore Paolo Bonolis nella bufera per i casting fatti a Torino per cercare razzisti e omofobi contro le unioni civili e i diritti per i gay. La denuncia arriva da Monica Cerutti, assessore alle Pari Opportunità, Diritti civili e Immigrazione della Regione Piemonte. A far scatenare le polemiche è stato questo annuncio della Rete: “AAA cercasi uomini o donne contrarie all’integrazione degli stranieri in Italia e contro i diritti delle unioni gay“.

Ciao Darwin: omofobi e razzisti

Monica Cerutti non ci sta è scrive sulla sua pagina internet: “Ciao Darwin a Torino ha cercato razzisti e omofobi per sottoporli a un casting per partecipare alla nuova edizione del programma. Il casting si è tenuto il 12 gennaio. Si tratta di un vero e proprio schiaffo al rispetto delle persone e dei diritti di tutti e tutte. È inaccettabile che in un momento come questo, durante il quale l’odio nei confronti del diverso è sempre maggiore, ci siano programmi televisivi che vogliono alimentari xenofobia e omofobia. I media devono assumersi la responsabilità che hanno sulle spalle. Ci sono milioni di persone che purtroppo affidano la propria informazione e formazione esclusivamente alla televisione ed è impensabile che questa parli loro attraverso stereotipi, populismi e strumentalizzazioni. Ho deciso di chiedere che il caso del casting omofobo e razzista a Torino, tenuto dalla trasmissione tv Ciao Darwin, venga segnalato all’UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. Le istituzioni non possono continuare a predicare nel deserto“.

No comment di Mediaset. Negli uffici romani della Sdl 2005, società di produzione del programma, si stupiscono: “Non è vero, noi non cerchiamo persone così”, spiega Tiziana Orsini, autrice e responsabile dei provini. Ed effettivamente in altri annunci dei casting a Roma, Milano, Napoli e Bari tra le categorie di persone ricercate non compaiono omofobi e razzisti, ma “appartenenti alla comunità Lgbt” e “African, Chinese, Bangladeshi, Indian, Romanian and Gipsy People”. Tuttavia sulla pagina Facebook del programma compare un’immagine con una domanda: “Sapresti dire cosa rappresenta il gay pride?”, in linea con la ricerca di “persone contro i diritti delle unioni gay”.