Immigrazione clandestina, il Governo cancella il reato

L’immigrazione clandestina è un tema scottante, soprattutto in questo periodo di migrazioni di massa dovuta al conflitto in Medio Oriente. Il Governo italiano ha deciso, tramite un decreto voluto dal ministro Orlando, di cancellare il reato di clandestinità: via la multa, resterebbe in vigore l’allontanamento dal Paese. Il via libera slitta di una settimana. Centristi sul piede di guerra. L’Ncd frena e tenta di bloccarlo. L’ira della Lega: “Sarà un’invasione“. La depenalizzazione è in agenda per il Consiglio dei ministri della prossima settimana.

Con il nuovo decreto, voluto dal Guardasigilli Andrea Orlando e dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti, e sostenuto dai procuratori di frontiera alle prese con i trafficanti di esseri umani, in Italia verrà abrogato il reato di clandestinità che sarà così depenalizzato. Resta il provvedimento di espulsione deciso dal prefetto. Non si aggiunge una sanzione pecuniaria.

Il provvedimento per abrogare le vecchie norme sulla clandestinità, cancella l’articolo 10bis del testo unico sull’immigrazione del 1998, la famosa Bossi-Fini, emendato però sul punto dal decreto sicurezza del 2009 durante il governo Berlusconi, quando al ministero dell’Interno c’era Roberto Maroni e alla Giustizia Angelino Alfano. Vollero, e votarono, il reato di immigrazione clandestina, poi ripetutamente bocciato dall’Unione europea, perché non punisce un comportamento, ma uno status, quello di clandestino appunto.

La Bossi-Fini non è mai piaciuta all’Unione Europea

Il reato di clandestinità è stato introdotto nel luglio del 2009 per chiunque entri nel nostro Paese in modo illegale. Il testo prevede una ammenda da 5mila a 10mila euro o, in alternativa, da uno a cinque anni di reclusione. Il rimpatrio e le sanzioni penali previste dalla legge, tuttavia, non convinsero la Corte europea di Giustizia. Secondo i giudici di Lussemburgo, che si pronunciarono già nel 2011, il provvedimento rischia di ledere il rispetto dei diritti fondamentali.