Iran contro l’Arabia Saudita per l’esecuzione dell’imam al-Nimr

L’esecuzione dell’imam Al Nimr avvenuta in Arabia Saudita, rischia di far esplodere le tensioni tra le due confessioni musulmane dei sunniti e degli sciiti e tra i sauditi e l’Iran, che tramite la sua Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei parla di “Vendetta Divina per Riad“.

Iran contro l'Arabia Saudita per l'esecuzione dell'imam al-Nimr

L’esecuzione dello sceicco sciita Nimr Al Nimr, avvenuta insieme a quella di altre 46 persone, condannate per aver progettato e compiuto attacchi terroristici contro civili in Arabia Saudita, rischia di far eslodere un conflitto politico e religioso all’interno della regione.
Infatti, l’imam giustiziato era uno dei leader religiosi e politici del movimento di protesta esploso nel 2011 nella ricca provincia orientale saudita che reclamava maggiori diritti per la più grande minoranza religiosa del paese a maggioranza sunnita.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Hossein Jaber Ansari ha dichiarato che: “Il governo saudita da una parte sostiene i movimenti terroristi e estremisti e al contempo utilizza il linguaggio della repressione e la pena di morte contro i suoi oppositori interni (…) pagherà un prezzo alto per questa politica. L’esecuzione di una personalità come lo sceicco al-Nimr, che non aveva altro mezzo oltre a quello della parola per perseguire i suoi obiettivi politici e religiosi, dimostra solo il grado di imprudenza e irresponsabilità dell’Arabia Saudita. Il governo saudita appoggia i terroristi e gli estremisti takfiri, mentre parla ai suoi critici a casa con il linguaggio delle esecuzioni e della soppressione“.

Quello fra Arabia Saudita e Iran è uno scontro che va avanti da secoli: la prima è a maggioranza sunnita, mentre la seconda è a maggioranza sciita. I due paesi del Medio Oriente stanno portando avanti una guerra ideologica e religiosa  che vede contrapposte le due confessioni principali dell’Islam.