Caso Meredith, Rudy Guede: “negro trovato, colpevole trovato”

Rudy Guede alla fine è stato l’unico imputato ad aver scontato la pena per l’omicidio della studentessa inglese a Perugia, Meredith Kercher. Il ragazzo ivoriano sta scontando la sua pena di 16 anni nel carcere di Viterbo. Per la giustizia italiano è l’unico responsabile della morte della ragazza uccisa 9 anni orsono e ora, Guede, non ci sta e affida la sua confessione a Franca Leosini, giornalista che lo ha intervistato per il programma tv “Storie Maledette”.

Omicidio Meredith, Rudy Guede: "negro trovato, colpevole trovato"

Nella storia raccontata dal ragazzo ivoriano non sono mai stati menzionati i nomi dei prosciolti: Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Rudy Guede non spera che la sua vicenda giudiziaria si riapri, si è rassegnato e sconterà la sua pena in carcere ma vvuole sottolineare che non è stato lui ad ucciderla: “Non sono stato io – dice -. Non è stata trovata alcuna traccia del mio dna sul coltello con il quale Meredith è stata uccisa”

Poi torna a parlare della simulazione del furto per depistare le indagini dal vero colpevole dell’omicidio:

E anche la simulazione del furto nella casa conferma quello che dico. Sul sasso lanciato per rompere la finestra non ci sono le mie impronte. Come avrei fatto a cancellarle? Sono stato descritto come un ladruncolo, un bugiardo. Me se così fosse avrei avuto altre denunce, qualche condanna. Non sono un santo, ma ho fatto le cose che fanno tutti i ragazzi della mia età. E quando mi sono trovato nella casa del delitto sono fuggito perché ho avuto paura. Nessuno mi avrebbe creduto. Ho pensato: negro trovato, colpevole trovato. Le indagini successive, fatte malissimo, mi hanno dimostrato che avevo ragione