Ecco il numero unico per le emergenze, il 112 . Forestale addio

L’Italia, come richiesto ormai da anni dall’Europa, avrà un numero unico per le emergenze. Addio ai numeri che conosciamo: il 112 (Carabinieri), 113 (Polizia di Stato), 115 (Vigili del Fuoco) e 118 (Soccorso Sanitario). Solo il primo resterà in vigore, numero che è valido in tutto il continente. Quando l’emendamento diventerà legge, su tutto il territorio nazionale, per qualsiasi tipo di emergenza si dovrà chiamare esclusivamente il 112. Intanto il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo che prevede l’assorbimento della Forestalenell’Arma dei Carabinieri.

Ecco il numero unico per le emergenze, il 112 . Forestale addio

Per il decreto sulla Pubblica amministrazione, il corpo Forestale dello Stato dopo 194 anni di storia, non esiste più: personale e funzioni verranno assorbite dall’Arma dei carabinieri. Saranno invece i vigili del Fuoco a occuparsi dello spegnimento degli incendi nei nostri boschi e parchi. I 7 mila del corpo forestale italiano riceveranno quindi i gradi corrispondenti dentro l’Arma, ad eccezione di quote limitate che transiteranno nei vigili del fuoco (120), Guardia di finanza (30) e Polizia di Stato (120).
I sindacati del Cfs, contrari alla “militarizzazione” imposta dall’alto, sono sul piede di guerra e con una lettera inviata al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, chiedono di valutare attentamente i costi che dovrebbero sopportare i cittadini dall’assorbimento.

Nell’ambito della razionalizzazione introdotta dal decreto, spicca anche l’accorpamento dentro un numero unico per le emergenze, il 112, del 113, 115 e del 118. Definiti con più rigore gli ambiti di competenze e le funzioni dei corpi delle varie polizie: il decreto sancisce per legge le specialità, già esistenti, di Polizia di Stato e Carabinieri. Sul territorio la Polizia si occuperà delle grandi aree urbane, i capoluoghi, mentre i carabinieri controlleranno la provincia. La misura entrerà in vigore solo quando il Governo predisporrà il decreto specifico, che porterà anche alla creazione di centrali operative regionali.