Agguato contro Giuseppe Antoci: “So chi mi vuole antonio”

Combattere le mafie, in questo Paese, significa auto condannarsi a morte. Stavolta l’agguato ai danni di Giuseppe Antoci, il presidente del Parco di Nebrodi.

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Antoci ha denunciato la cosiddetta “mafia dei pascoli” e già dal dicembre scorso, insieme ad altri sindaci, è stato minacciato di morte ricevendo in una busta da lettere chiusa una serie di proiettili, e stamattina, invece, un agguato in piena regola contro di lui.

Il Presidente si trovava a bordo della sua auto sulla strada statale che collega San Fratello a Cesarà, nel messinese, quando altre due persone alla guida di un’altra vettura gli hanno scaricato un fucile contro. Antoci si trovava già da tempo sotto scorta e proprio uno delle guardie del corpo ha risposto al fuoco degli assalitori mettendoli in fuga.

Al conflitto è poi intervenuta anche un’altra auto della polizia dove a bordo viaggiava il dirigente del commissariato di Stato di Sant’Agata di Militello, Daniele Manganaro. Giuseppe Antoci stava tornando da una manifestazione quando la sua auto è stata bloccata da una serie di massi posti sulla carreggiata, ed è qui che i criminali hanno aperto il fuoco. Appena finita la sparatoria, Antoci è stato trasportato all’ospedale di Sant’Agata Militello per precauzione visto che non è rimasto ferito nonostante gli uomini artefici dell’agguato abbiano prima puntato alle ruote della macchina e poi all’abitacolo protetto per fortuna dai vetri anti proiettili.

So chi mi vuole morto“, così riporta la Repubblica in merito alle dichiarazioni di Antoci: “Sono certo di chi siano i mandanti, sono i mafiosi dei Nebrodi ma anche la ‘ndrangheta, perché il protocollo che abbiamo messo in atto qui in Sicilia sarà applicato anche in Calabria. Il Consiglio regionale si è già determinato sulla sua approvazione. So chi mi vuole morto“.

Con questo protocollo si stanno mettendo i bastoni fra le ruota alla mafia che sta cerncando di agire con gli agguati. Crocetta, presidente della Regione Sicilia, ha dichiarato che si tratta di un “vile attentato“, tutto si lega “alla battaglia contro la mafia dei pascoli e all’azione di moralizzazione che stiamo portando avanti, che ha già portato a diversi arresti sul territorio“,

La mafia di Nebrodi“, dichiara Rosario Crocetta, “crede ancora di essere potete e immune. – Continua il Governatore – Occorre rafforzare le misure di sicurezza a favore di Antoci e dobbiamo liberare la provincia di Messina dalla mafia dei colletti bianchi e da quella che nei territori esercita un potere violento verso i cittadini“.

Cos’è la “mafia dei pascoli”? A questo tipo di mafia Antoci si era ribellato, ma la situazione che li ha messi in allerta è l’approvazione del protocollo di legalità che ha reso obbligatoria la presentazione del certificato antimafia per i concessionari, sono stati annullati una serie di contratti di concessione per terreni demaniali. Come spiega il sito LiveSicilia, l’assegnazione di molti di questi terreni è stata revocata: si tratta di circa 4mila ettari e sui quali erano stati concessi anche fondi europei dal valore di 2 milioni e mezzo di euro l’anno.