Delitto Melania Rea, Salvatore Parolisi: “Voglio vedere Vittoria”

CronacaDelitto Melania Rea, Salvatore Parolisi: "Voglio vedere Vittoria"

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E’ stato forse questo uno dei casi di cronaca più seguiti negli ultimi cinque anni in Italia. Il delitto d’amore, o del “non amore”, oseremo definirlo, ha diviso il Paese in due parti, tra chi professava innocente il carnefice e chi invece ha supportato la famiglia della vittima.

Omicidio Melania Rea, Salvatore Parolisi chiede di vedere la figlia

Salvatore Parolisi torna a far parlare di se. L’ex caporal maggiore di Napoli, condannato a 20 anni di carcere per aver ucciso la moglie, la 29enne Melania Rea, scomparsa il 18 aprile del 2011 e trovata morta qualche giorno dopo nel bosco delle casermette a Colle San Marco, Ascoli Piceno, dichiara di soffrire per la lontananza della figlia, la piccola Vittoria.

All’epoca dell’omicidio la figlia di Salvatore e Melania aveva solo 18 mesi, oggi è cresciuta, e continua ad essere una piccola principessa, come lo era quando la madre le è stata portata via, proprio da suo padre. Gli avvocati, e la famiglia di Parolisi, raccontano ai media lo stato di stress e di depressione che sta vivendo l’uomo in carcere. Il motivo sarebbe da imputare al fatto che gli è stato vietato di vedere Vittoria.

I legali di Parolisi dichiarano: “Durante i colloqui psicologici l’esternazione di tale stato di disagio ha assunto nei momenti di maggior prostrazione anche la forma del pianto“. A pubblicare la notizia è il settimanale Giallo. All’ex caporal maggiore che ha ucciso la moglie, per l’amore di un’altra donna, anch’esso evidentemente sfumato, gli era stato concesso di sentire la figlia solamente attraverso delle telefonate e così gli avvocati dichiarano:

“Parolisi ha tenuto a precisare che, secondo quanto appreso dalla sorella Francesca e percepito da lui stesso nel corso delle telefonate con la figlia, la bambina, quando si trova presso i famigliari paterni, si comporta in modo gioioso, colloquiale, chiede informazioni del papà ed esprime il desiderio di guardare le foto dei genitori. Con lui comunica in modo spontaneo e affettuoso…”.

Ovviamente a queste parole è seguita la reazione dei familiari di Melania Rea. Il fratello della vittima, Michele Rea, dichiara sempre al settimanale Giallo: “Salvatore Parolisi piange perché non può vedere sua figlia? Sapesse quante lacrime ha versato e verserà Vittoria per colpa sua! Sua figlia piange perché lui le ha tolto per sempre la madre”. Intanto i legali dell’ex militare chiederanno per il loro assistito un ulteriore sconto di pena: “facendo leva sulle cosiddette ‘attenuanti generiche’ della giovane età, incensuratezza pregressa ed altre“. La sentenza è attesa per il prossimo 13 giugno.

In quanto a Vittoria, in un certo senso, Michele Rea, smentisce anche l’entusiasmo che la piccola Vittoria esprime quando parla al telefono con il papà:

Quando Parolisi telefonava qui a casa nostra Vittoria si è sempre rifiutata di rispondere al telefono, nonostante noi la invitassimo a farlo. Le dicevamo: ‘Vittoria, c’è papà al telefono, digli qualcosa, salutalo’. Ma lei voltava le spalle e scappava via. Non ha mai voluto sentirlo allora, figuriamoci oggi che è cresciuta

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