Palazzo di Giustizia a Napoli, minacce: proiettili in busta chiusa

Un altro procuratore nel mirino della Camorra. Dopo le minacce ai danni del procuratore della Repubblica Giovanni Colangelo, al quel era destinato del tritolo ritrovato a Bari grazie alla testimonianza del pentito pugliese Cosimo Zingaropoli, adesso anche Antonio Gialanella è a rischio.

Palazzo di Giustizia, minacce camorriste

Dei proiettili, in busta chiusa, sono stati recapitati i giorni scorsi al Palazzo di Giustizia di Napoli, indirizzata al numero due dell’ufficio, all’avvocato generale Gialanella. Precedentemente è stato minacciato anche il sostituto procuratore Alessandro D’Alessio e il sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia Cesare Sirignano.

Il dispositivo di protezione per Gialanella è stato intensificato, gli è stata infatti assegnata una scorta. Intanto ad indagare sulla missiva di morte sarà la procura di Roma. Il procuratore era tornato a Napoli a Gennaio, dopo essere stato nominato vice del procuratore generale da parte del Csm, visto che Luigi Mastromico è andato in pensione. Tuttavia Aveva già lavorato in città come presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale.

Intanto circa 70 pm del Palazzo di Giustizia di Napoli hanno inviato al ministro dell’Interno e della Giustizia un sollecito affinché la sicurezza dei magistrati venga gestita in maniera “non burocratica”. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha risposto sottolineando che “i problemi di Napoli sono una priorità per il governo, e non nascono in questa legislatura. Speriamo di poterli avviare a soluzione entro la fine della legislatura”. E speriamo prima che la Camorra faccia altre vittime tra gli uomini di legge.