Pane sequestrato a Napoli: scarsa igiene nella cottura

Maxi sequestro nella periferia e provincia di Napoli. In azione il Comando provinciale di Napoli in collaborazione con i Nas, Nucleo antisofisticazione dell’Arma che ha portato al sequestro di 3 tonnellate di pane.

Pane sequestrato a Napoli: oltre 5 tonnellate

Sequestrate ben 3 tonnellate di pane che veniva cotto in condizioni impietose, con scarti di lavorazione industriali e conservati in ambienti con una igiene molto scarsa. I forni che venivano utilizzati per la cottura erano infatti alimentati da rifiuti di vernici, chiudi, legno post-consumo tipo pallet e legno ricavato da demolizioni o vecchi mobili. Il pane sequestrato ai venditori ambulanti, inoltre, non riportava le etichette che ne contrassegnavano la provenienza. Veniva tuttavia maneggiato senza guanti e con le dovute precauzione igienico-sanitarie necessarie.

L’operazione di sequestro non si è limitata però ai venditori ambulanti. Sono stati controllati circa 60 forni, le condizioni igieniche con le quali il pane veniva trasportato, e ispezionati anche 54 esercizi commerciali tra panifici, ristoranti e pizzerie fino ad arrivare a circa 5 tonnellate di alimenti sequestrati: 3100 kg di pane conservato in cattivo stato e altri 1900 kg non etichettati.

Le forze dell’ordine hanno denunciato circa 24 persone, ancora in stato di libertà da Torre del Greco fino a Secondigliano: qui, nel quartiere della periferia a Nord di Npaoli, un ristorante/pizzeria, sono stati sequestrati anche 10 kg di carne congelata anche questa priva di indicazioni per la tracciabilità.