Stanchezza cronica dopo una delusione: fermati e leggi!

Ci sono momenti nella vita di ognuno che accomunano un po’ tutti. Può capitare di trovarsi a far fronte a qualche sconfitta, sia per un proprio fallimento e sia perché ci hanno costretti; ed è bene ricordare che in queste particolari fasi non siamo soli. Anche se distanti dobbiamo pensare che magari anche altre persone stanno vivendo il nostro stesso “trauma” o “lutto” psicologico.

Stanchezza cronica, delusione

Alle volte siamo stanchi di darci troppo, di combattere, provare e procedere dopo che ci sono state sottratte cose a cui tenevamo o peggio, ci sentiamo presi in giro da ingrati che invece di apprezzare hanno mostrato di non saper far tesoro del dono che gli è stato fatto. Spesso, le conseguenze che derivano da comportamenti scorretti sono da identificarsi nella delusione che ci fa sentire affaticati e ci priva di quel coraggio che ci consente di andare avanti. Sembra quasi impossibile venire fuori da una situazione di stallo. Per questo vi consigliamo di leggere il blog della giornalista del sito thoughtcatalog.com. Nella sua rubrica ci spiega come questi momenti vanno semplicemente vissuti, assecondati, capiti.

“So cosa vuol dire sentirsi stanco – e non solo in senso fisico. Il mondo in cui viviamo è un luogo estenuante. È usurante. È ingrato. È una ricerca senza fine e poco gratificante. Sei stanco, semplicemente perché ci vivi. Sei stanco di amare troppo, di preoccuparti troppo, dando troppo ad un mondo che non dà mai nulla in cambio. Sei stanco di investire in esiti indefiniti. Sei stanco delle incertezze”.

La stanchezza cronica, come spiega la blogger, deriva dal fatto che una persona prima era carica di intenzioni positive, speranzosa e piena di fiducia. Eppure tutte queste caratteristiche vanno a farsi benedire quando le ferite incominciano ad accumularsi una sull’altra. Ferita dopo ferita sembrano davvero impossibile da rimarginare. E questo dolore ci impedisce di andare avanti e proseguire nel nostro cammino.

La verità è che siamo tutti stanchi. Ognuno di noi. Da una certa età in poi, non siamo altro che un esercito di cuori spezzati e di anime dolenti, alla disperata ricerca di realizzazione. Vogliamo di più, ma siamo troppo stanchi per chiederlo. Siamo stufi di dove siamo, ma siamo troppo spaventati per ricominciare. Abbiamo bisogno di rischiare, ma abbiamo paura di guardare crollare tutto ciò che ci circonda. Dopo tutto, non siamo sicuri di quante volte saremo in grado di ricominciare da capo.

Però non bisogna piangersi addosso, è in questi momenti che non dobbiamo lasciare spazio alla stanchezza, alla non voglia di combattere. Bisogna adeguarsi alla situazione attuale, andare avanti e, contemporaneamente, aspettare, perché se si pensa che le cose possano aggiustarsi in men che non si dica… beh è questa la vera sconfitta. I risultati arriveranno, ma bisogna avere l’intelligenza e la maturità di aspettare altrimenti il senso di stanchezza non andrà mai via. L’insoddisfazione non ci permette di andare avanti, bisogna adeguarsi e accettarla, o fare meglio nonostante sia difficile iniziare di nuovo da capo.

Tutti noi ci scoraggiamo. Ma dobbiamo lavorare su questi sentimenti. Solo perché sei logoro e insoddisfatto della vita che stai vivendo non significa che non stai facendo un cambiamento. Ogni persona che abbia mai ammirato ha avuto momenti in cui si è sentita sconfitta nel perseguimento dei suoi sogni. Ma questo non le ha impedito di raggiungerli.

 Alcune cose nella vita accadono in silenzio. Accadono lentamente. Accadono a causa delle piccole scelte attente che facciamo tutti i giorni, che ci trasformano in versioni migliori di noi stessi. Dobbiamo lasciarci il tempo che quelle alterazioni accadano. Per vederle evolvere”.

Perciò, conclude, “quando sei stanco, vai piano. Vai adagio. Procedi timidamente. Ma non fermarti. […] Sei stanco perché stai facendo un cambiamento. […] Sei stanco perché stai crescendo. E un giorno quella crescita cederà il passo al rinnovamento di cui hai bisogno”.