domenica, Aprile 12, 2026
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Muhammad Ali il più grande dentro e fuori dal ring

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Muhammad Ali è mortoMuhammad Ali, un nome, una leggenda. Nacque il 17 gennaio del 1942. L’alba di quel giorno accolse il più grande pugile della storia. Chi lo vedeva combattere diceva di lui: “Vola come una farfalla e punge come un’ape“. Perché Muhammad Ali capì che non bisognava solo prendere a pugni l’avversario, e ci ballava intorno. Un paragone che più azzeccato non poteva essere.

Al secolo, Cassius Clay, prese il nome di Muhammad Ali appena dopo la sua conversione alla fede islamica. La sua vita era un ring continuo. Non combatteva solo durante i match che lo vedevano il protagonista indiscusso. Muhammad Ali combatteva anche per altre cause. Prese a pugni il razzismo americano sostenendo le cause di Martin Luter King e Malcom X. Lui combatteva e non faceva la guerra. In un momento in cui ci si aspettava accondiscendenza dagli atleti neri, lui combatté contro il razzismo. Si rifiutò di arruolarsi nella guerra in Vietnam, decisione che gli valse l’estromissione della box per 4 anni.

Morto questa notte, dopo aver combattuto per anni contro il morbo di Parkison secondo i medici causato dai colpi subiti. Ha combattuto fino alla fine proprio come quando si trovava sul ring e indossava i guantoni. Come ricorda Mike Tyson su Twitter: “Dio ha portato via il più grande campione“.

Muhammad si sposò 4 volte, ebbe quattro figli, ma è con l’ultima moglie che ha condiviso il resto della sua vita, che lo ha accudito quando quel corpo che gli aveva concesso di diventare il campione del mondo a soli 22 anni, lo ha reso schiavo negli ultimi anni di vita.

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