Pavia, marchio choc sulle abitazioni: “Qui abita un antifascista”

Diventano sempre più pericolosi oltre ad essere rimasti negli anni '30 quando i nazisti marchiavano le case degli ebrei. Il fatto è grave e la destra politica finge ancora di non vedere.

A poche ore da queste elezioni del 4 marzo per la camera e al Senato può accadere di tutto. La vicenda è stata registrata a Pavia. Alcuni attivisti pavesi che combattono il fascismo e il razzismo, hanno trovato fuori la porta della porta della propria abitazione il logo antifascista barrato accompagnato da una didascalia “Qui abita un antifascista“.

Pavia, marchio choc sulle abitazioni: "Qui abita un antifascista"

Il fatto è stato denunciato dagli stessi attivisti sui social:

Ho trovato questo adesivo attaccato al cancello – dice uno di loro, Alessandro Caiani –. Qualche valoroso neofascista si è preso la briga di scoprire dove abito, aspettare che non fossimo in casa e lasciarmi questo messaggio intimidatorio. È successo almeno anche a un altro antifascista

Facciamo girare – esorta ancora Caiani –. Ecco cosa succede quando si lasciano i neofascisti liberi di aprire sedi, fare manifestazioni e presentarsi alle elezioni, lasciando impunite le loro aggressioni squadriste. Sciogliere subito CasaPound e Forza Nuova

Ma gli unici ad essere stati “marchiati” non sono stati solo gli attivisti pavesi, ma anche la porta dell’abitazione dell’assessore alla Cultura Giacomo Galazzo, esponente di Liberi e Uguali, e anche altri attivisti dell’Associazione nazionale partigiani e della Rete antifascista, e sul caso stanno eseguendo accertamenti le forze dell’ordine di Pavia.

Pavia, marchio choc sulle abitazioni: “Qui abita un antifascista”

In base alle modalità pare che ad organizzare l’azione siano stati estremisti di destra. Un altro antifascista coinvolto in questa “missione” ha spiegato su Facebook:

Ho trovato questa gradita sorpresa accanto al citofono. Negli anni Trenta fascisti e nazisti marchiavano i negozi degli ebrei. Negli anni 2000 i neofascisti marchiano le case dei cittadini che si sono espressi pubblicamente contro il fascismo.

Evidentemente le cattive abitudini non passano – lo stesso attivista continua su Fb -. Anche perché sono gli stessi di allora, solo se la prendono con soggetti diversi. Questo adesivo me lo sono meritato perché mi sono espresso pubblicamente, anche su questo gruppo, contro il fascismo. E continuerò a farlo più forte di prima, perché è il dovere di ogni cittadino democratico.

Massimo Giannini, il vicedirettore de il quotidiano la Repubblica ha inoltre dichiarato: “Gravissimo, ma la destra politica finge di non vedere“.

Vi serviranno troppi adesivi per appenderli a tutti i campanelli di Pavia.Non vi basterà appenderli alla porta di…

Publié par Massimo Depaoli sur samedi 3 mars 2018