HomeCronacaSesta ondata di caldo, picco nel weekend: svolta attesa dal 9 settembre

Sesta ondata di caldo, picco nel weekend: svolta attesa dal 9 settembre

L'anticiclone porterà punte di 38-39 gradi nel primo weekend di settembre. Il cambio di circolazione è atteso fra il 9 e il 10, ma il calo non sarà simultaneo in tutta Italia.

La sesta ondata di caldo dell’estate 2026 sta per raggiungere la fase più intensa, ma i modelli meteorologici indicano già una possibile via d’uscita. Il picco è atteso tra venerdì 4 settembre e il fine settimana, con temperature molto superiori alle medie del periodo e punte locali di 38-39 gradi. La svolta potrebbe cominciare tra mercoledì 9 e giovedì 10 settembre, quando correnti più fresche di origine atlantica dovrebbero indebolire l’alta pressione.

Sesta ondata di caldo, picco nel weekend: svolta attesa dal 9 settembre

Non sarà però un interruttore acceso nello stesso momento in tutto il Paese. Il cambiamento dovrebbe partire dalle regioni settentrionali e avanzare gradualmente verso il Centro-Sud, mentre le estreme regioni meridionali potrebbero conservare più a lungo condizioni stabili e temperature elevate. Per questo la data del 9 settembre va letta come l’inizio di una finestra di transizione, non come la fine improvvisa e definitiva del caldo estivo.

Il picco della sesta ondata di caldo nel weekend

Il nuovo aumento termico è legato a un robusto campo di alta pressione disteso dall’Atlantico al Mediterraneo centro-occidentale. Secondo le previsioni riportate da Sky TG24, le anomalie potrebbero raggiungere i 6-8 gradi sopra le medie stagionali, in un quadro prevalentemente asciutto da Nord a Sud. Nonostante il calendario segni l’inizio di settembre, le condizioni resteranno quindi pienamente estive.

Le temperature più alte sono attese al Sud, in particolare in Puglia e nel Foggiano, dove i termometri potranno avvicinarsi ai 38-39 gradi. Caldo intenso anche sul versante adriatico centrale, con possibili 36-37 gradi tra l’Ascolano e il Pescarese, e in Emilia-Romagna, soprattutto nelle aree interne. La previsione pubblicata da iLMeteo.it colloca proprio tra venerdì e il weekend la parte più severa di questa nuova fiammata africana.

Quando finisce il caldo: la svolta tra il 9 e il 10 settembre

L’alta pressione dovrebbe mantenere il controllo almeno fino a martedì 8 settembre. Subito dopo, una saccatura atlantica in movimento sull’Europa occidentale potrebbe aprire un varco alle correnti più fresche nord-atlantiche. Se la traiettoria verrà confermata, tra il 9 e il 10 settembre le temperature cominceranno a diminuire in modo sensibile, con il ritorno di valori più vicini a quelli del periodo in diverse aree del Paese.

Il calo potrebbe essere accompagnato da piogge e temporali, soprattutto dove l’aria più fresca incontrerà la massa d’aria molto calda e umida presente sull’Italia. Non tutte le regioni saranno coinvolte con la stessa intensità: al Nord la rottura dovrebbe risultare più evidente e anticipata, mentre al Sud il ridimensionamento termico potrebbe arrivare in ritardo e con effetti inizialmente meno marcati. La previsione resta inoltre legata alla velocità e alla profondità della perturbazione atlantica.

Prima il Nord, poi il Centro-Sud

La tendenza ufficiale dell’Aeronautica Militare per la settimana dal 7 al 13 settembre descrive un avvio generalmente stabile. Nella seconda parte della settimana, una debole e veloce saccatura atlantica dovrebbe attraversare il Settentrione e muoversi successivamente verso il Centro-Sud. Triveneto e alto Adriatico potrebbero registrare precipitazioni superiori alle medie del periodo, mentre sulle estreme regioni meridionali la stabilità dovrebbe durare più a lungo.

Questa scansione geografica spiega perché non sia corretto indicare un’unica ora o un solo giorno come termine dell’ondata di caldo. Il 9-10 settembre rappresenta il momento nel quale il dominio dell’anticiclone dovrebbe iniziare a cedere; l’effettivo sollievo dipenderà poi dalla zona. Anche eventuali temporali non segneranno automaticamente l’arrivo dell’autunno, ma potranno interrompere la fase più intensa del caldo e ridurre l’afa.

Temperature in calo, ma settembre potrebbe restare sopra la media

La fine della sesta ondata non coincide necessariamente con un ritorno duraturo a temperature fresche. L’Aeronautica Militare prevede infatti valori ancora nettamente superiori alla media nella settimana dal 7 al 13 settembre, seppure con un’anomalia meno marcata sul Triveneto e sull’arco alpino. Anche nella settimana successiva le temperature potrebbero attenuarsi senza scendere stabilmente sotto i livelli climatologici.

In altre parole, la fase con punte di 38-39 gradi dovrebbe perdere forza dalla metà della prossima settimana, ma il mese potrebbe proseguire con un clima più caldo del normale. Parlare dell’“ultima ondata dell’estate” resta quindi prematuro: le proiezioni a lunga scadenza descrivono tendenze probabilistiche e non permettono di escludere nuove risalite termiche nella seconda metà di settembre.

Perché la data può ancora cambiare

Le previsioni oltre cinque-sette giorni hanno un margine d’incertezza maggiore rispetto a quelle a breve termine. Un rallentamento della saccatura sull’Europa occidentale prolungherebbe la permanenza dell’aria calda; uno spostamento più rapido, invece, anticiperebbe il calo e aumenterebbe la possibilità di fenomeni temporaleschi. La finestra tra il 9 e il 10 settembre è al momento il segnale più consistente, ma dovrà essere aggiornata con le prossime emissioni dei modelli.

Il dato più solido, alla luce delle previsioni disponibili venerdì 4 settembre, riguarda dunque la sequenza: picco del caldo nel weekend, temperature ancora elevate all’inizio della prossima settimana e progressiva svolta atlantica dalla metà della settimana. Il sollievo dovrebbe cominciare dal Nord, senza garantire una cessazione immediata del caldo in tutta Italia.

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