Neomelodico e malavita: un connubio ricorrente

Ormai non è più una novità, e lascia perplessi il mare di critiche e preoccupazioni che viene fuori ogni qual volta un cantante neomelodico parteggia per la parte avversa: la malavita. L’ultimo caso riguarda un cantante di nome Raffaello , che in Sicilia, com’è tradizione nel corso delle feste patronali, ha saluto un presunto membro di una cosca mafiosa, un certo “Ginu u mitraSi tratta di un rituale molto sentito dalle cosche palermitane, che in questo modo, lanciano il loro saluto ai tanti picciotti detenuti nelle carceri siciliane, un’usanza in voga anche in Campania, tra i clan camorristici.

Prima di Raffaello, le polemiche aveva travolto un altro neomelodico, Vittorio Ricciardi accusato di essersi rifiutato di salutare dal palco nel centro storico di Palermo i picciotti carcerati, ma Ricciardi ha prontamente smentito la notizia.
Nessuno può negare che in questo modo, la malavita rimarca tra i presenti alle feste popolari, la propria presenza sul territorio, confermando l’esistenza di famiglie egemoni, o per esaltare la figura di qualche familiare che per motivi di giustizia non può partecipare alla festa.

Un grazie e un saluto a Luigi Abbate” è la frase incriminata che per molti in neomelodico ha pronunciato al termine del suo concerto in piazza Kalsa a Palermo. E stando a quanto riportato dal sito “Sicilia Live” il cantante avrebbe pronunciato il ringraziamento dopo che un uomo salito sul palco gli avrebbe suggerito le parole da dire, e la frase sarebbe stata salutata da applausi da parte del pubblico. Per gli investigatori, Luigi Abbate, detto «Ginu u’ mitra», è ritenuto il referente mafioso del quartiere palermitano della Kalsa, e nel corso dell’operazione «Hybris», fu arrestato insieme ad altri 38 presunti appartenenti a Cosa Nostra. Lo stesso Raffaello, al secolo Raffaello Migliaccio, è ben noto alle cronache per essere stato uno degli autori delle musiche del film di Matteo Garrone Gomorra.

Ma è anche famoso per le forze dell’ordine, a causa di alcune sue intemperanze: nel luglio scorso, fu travolto sulla sua moto da un’automobile in corsa, rischiano la vita, fu arrestato per aver aggredito nel centro storico di Napoli, “senza un motivo apparente”, un pompiere che tornava a casa. Ricercato dalle forze dell’ordine, tentò di sottrarsi al fermo esibendo ai poliziotti due. La bravata, se così può essere definita, gli è costato un anno di pena con la condizionale. L’equazione neomelodici uguale malavita, non è tanto remota, ma in tanti fanno finta di non accorgersene, a cominciare da quella platea di fans alla ricerca di pericolose emozioni. Carmine Zamprotta