Napoli: le vittorie “diverse” con Palermo e Fiorentina

NAPOLI- Le vittorie, si sa, non sono tutte uguali, non solo per il diverso peso in classifica. Così la vittoria del Napoli nell’esordio casalingo contro la Fiorentina e quella in Sicilia alla prima di campionato hanno in comune solo (!) i tre punti conquistati. 

Dopo il netto 3-0 al Barbera, in molti si sono chiesti dove finissero i demeriti rosanero, e dove iniziassero i nostri meriti. Al di la di questa valutazione, da Palermo è ripartita una squadra consapevole di aver giocato 90 minuti intensi, piacevoli, con una pecca, riscontrabile in una pericolosa mancanza di cinismo.

Considerato il valore della squadra toscana, il successo per 2-1 contro i viola è di ben altro spessore, nonostante qualche perplessità.
Benché sia caduta solo alla seconda giornata, nulla vieta di considerare la partita di ieri sera uno scontro diretto, quanto meno per la conquista dell’Europa. La società di Della Valle è stata l’autentica regina del mercato, rifondando in pratica una compagine che aveva “toppato” le ultime due stagioni. Formata da ottimi elementi attorno alla stella montenegrina Jovetic, e con Montella in panchina la Fiorentina si candida alle prime piazze del campionato, nonostante l’assenza di un attaccante prolifico, unica vera pecca del mercato. 

Il Napoli ha fatto sua l’intera posta in palio, ma non ha disputato un match memorabile. È lecito chiedersi quanto abbia influito sulla prestazione opaca degli azzurri il manto erboso del San Paolo. Parlare di manto erboso è di per sè un eufemismo. Il rettangolo di gioco, che ha ospitato la sfida, era quello che comunemente da piccoli chiamavamo in dialetto “campo di patate”.
Di certo, il campo ha ridotto le possibilità di vedere un match spettacolare tra due squadre di primissima fascia, che sono riuscite ugualmente a dar vita ad una partita piacevole ed estremamente combattuta.
Le parole di Mazzarri a fine partita rispecchiano fedelmente i 90 minuti tra azzurri e viola: “Alla Fiorentina vanno i miei complimenti, perché nel primo tempo hanno meritato, dal punto di vista della prestazione hanno fatto meglio, al di là del fatto che non siano riusciti a creare grandi occasioni”.

È vero: soprattutto nei primi 45 minuti, i toscani hanno avuto il pallino del gioco, senza però mai rendersi veramente pericolosi. Un primo tempo senza tiri in porta, quantunque mai noioso, con Morgan e Viviano non impegnati. Nella ripresa, il Napoli ha giocato leggermente meglio. Forse è risultato decisivo l’ingresso di Inler al posto di Behrami, che ha dato maggiore vivacità e smalto alla squadra. Le due reti azzurre arrivano su due calci piazzati: punizione dalla “trequarti” di Lorenzo e pallone che forse tocca la cresta di Marek, forse la “pelata” del viola Valero. Gol dello slovacco, o autogol dello spagnolo, conta poco: Napoli in vantaggio. Su calcio d’angolo, il raddoppio: Pasqual rinvia di testa, Dzemaili stoppa e tira forte. Viviano è sorpreso e battuto. La squadra di Montella reagisce, crea scompiglio, ma la linea difensiva partenopea, con un buonissimo Britos resiste, prima di capitolare al 89° minuto, dopo un diagonale preciso di Jovetic, su cui Morgan si tuffa in colpevole ritardo. Il forcing viola finale non frutta, per fortuna, un pari, che tutto sommato poteva starci. Sia chiaro: il Napoli non ha rubato nulla. Semplicemente, ha avuto la bravura e la fortuna di capitalizzare al massimo le due occasioni avute. Paradossalmente, ha avuto quel cinismo che a Palermo, prima del 2-0 di Cristian, era mancato.

Vincere così, se da un lato può far storcere il naso ai tanti soliti puristi, dall’altro potrebbe rappresentare quel cambio di rotta, e di mentalità, accompagnate da una dose di fortuna, che l’anno scorso non abbiamo avuto, né forse cercato.
Vincere così fa bene, perché non si può sempre farlo attraverso il bel gioco: del resto, l’avversario ieri era di primissima qualità, e il campo era al limite del praticabile.
Vincere così fa bene perché fare due su due prima della sosta per la nazionale, è un ottimo viatico per il resto della stagione.

Quanto ai singoli, meritano un plauso i tre difensori, su tutti Britos, mentre Morgan conferma qualche incertezza di troppo: il tiro di Jo Jo, per quanto preciso e piazzato, poteva essere preso. A centrocampo Behrami fa un passo indietro rispetto a Palermo, bene Dzemaili, bene Inler quando subentra al connazionale biondo; bene, ma senza grandissimi “picchi” il nostro slovacco. Sugli esterni, sia Maggio che Zuniga spingono poco, e fanno una discreta fase difensiva. Lorenzo, fresco di convocazione in nazionale maggiore, ha ripetuto la prestazione sufficiente di Palermo, un paio di spunti e poco più; il Matador meglio in fase di copertura, generoso come sempre.

In definitiva tre punti preziosi, contro una squadra forte, e giunti con una prestazione sottotono.
Prendiamoci questi 3 punti. Magari arrivassero altre 36 vittorie così! Negli ultimi tempi , questa città è invasa da troppi tifosi ipercritici, sempre scontenti, sempre pronti a ergersi a paladini di non si capisce cosa. Preferisco cantare fuori dal coro: lo spazio per le critiche a società (il campo in quelle condizioni è un pugno in faccia a tutta la città), allenatore e squadra quando opportune, quando magari costruttive, ben vangano, e sarò, sono anche il primo a riconoscerle. Ma questo stillicidio, questa continua “aggressione”, questo clima quasi disfattista è francamente inconcepibile. Filosocietario? Conosco una sola “filìa”: quella per il NAPOLI!