Valeria Solesin, il fidanzato: la stringevo a me fingendomi morto

Ogni volta è un dolore straziante e lo sarà per sempre quando sentiremo parlare di quello che è accaduto in a Parigi lo scorso 13 novembre, e quello che è accaduto a Valeria Solesin, la nostra compaesana, la brillante ricercatrice che ha trovato la morte al Bataclan durante l’attentato dell’Isis. Una ferita ancora che sanguina e le dichiarazioni rilasciate dal suo fidanzato, Andrea Ravagnani, rendono ancora più fitto il dolore.

Valeria Solesin è morta con un solo colpo

Quella sera al Bataclan, dove i giovani e turisti si erano riuniti per passare una serata all’insegna della cultura, c’erano anche Valeria e i suoi amici, il fidanzato, la sorella del fidanzato con il compagno. Tutti e tre, una volta rientrati in Italia, atterrati all’aeroporto Marco Polo con l’aereo di Stato, insieme alla salma di Valeria Solesin, sono stati interrogati dagli inquirenti veneziani. Andrea Ravagnani racconta:

Per due ore mi sono finto morto e sono stato abbracciato a Valeria. I terroristi dell’Isis passavano tra i feriti del teatro Bataclan per dare il colpo di grazia alle vittime

Tutti e tre i ragazzi raccontano di aver visto Valeria morire, raggiunta da un solo colpo che le è stato fatale. Dall’autopsia si evince che il proiettile sparato dai fucili dei terroristi l’ha colpita sulla parte sinistra del volto entrando nel naso e lacerando il labbro, per trapassare la mandibola fino a conficcarsi nella spalla sinistra uscendo schiena. Un colpo fatale al volto e Valeria Solesin è morta in pochi istanti.