Gianni Alemanno ha attraversato i cancelli di Rebibbia mercoledì mattina, tornando libero dopo quasi un anno e mezzo trascorso nel carcere romano. Ad attenderlo c’erano il suo avvocato, alcuni amici e un gruppo di sostenitori. L’ex sindaco della Capitale era entrato in cella il 31 dicembre 2024, dopo la revoca della misura alternativa legata alla condanna definitiva a un anno e dieci mesi per traffico di influenze illecite, emersa da uno dei filoni dell’inchiesta conosciuta come “Mondo di mezzo”. Secondo il conteggio riportato dal Corriere della Sera, la detenzione è durata un anno, cinque mesi e 24 giorni.

L’uscita è arrivata prima della scadenza inizialmente prevista grazie a una riduzione di 39 giorni accordata dal Tribunale di sorveglianza. La decisione, come riferito da Sky Tg24, ha tenuto conto delle condizioni di detenzione e del sovraffollamento. Durante il periodo trascorso a Rebibbia, Alemanno ha pubblicato interventi sulla vita carceraria e sulle difficoltà incontrate dai detenuti, annunciando che continuerà a occuparsi del tema anche fuori dal penitenziario. La scarcerazione chiude così la fase giudiziaria più immediata e ne apre un’altra, politica, che l’ex sindaco sembra intenzionato ad affrontare senza un lungo periodo di transizione.
Roberto Vannacci aveva annunciato il rientro da Bruxelles proprio per incontrarlo. In programma ci sarebbe una cena con i dirigenti di Futuro Nazionale, il partito al quale ha aderito anche Indipendenza, il movimento fondato da Alemanno. L’appuntamento offre una prima indicazione sulla direzione che l’ex sindaco potrebbe scegliere dopo Rebibbia: il suo ritorno nello spazio pubblico sembra destinato a intrecciarsi con il progetto di Vannacci, che prova a raccogliere consensi alla destra della maggioranza. In un’intervista rilasciata al Foglio prima dell’uscita, Alemanno aveva già descritto l’ex generale come una possibile alternativa alla leadership di Giorgia Meloni. L’incontro annunciato darà la misura di quanto quella convergenza sia ormai diventata un progetto concreto.

