Volodymyr Zelensky punta a incontrare Donald Trump intorno al 20 settembre, in occasione dei giorni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Il presidente ucraino vuole riportare al centro del colloquio la difesa aerea del Paese e, in particolare, la disponibilità di sistemi e intercettori Patriot. L’appuntamento, tuttavia, non risulta ancora confermato ufficialmente dalla Casa Bianca e non va quindi presentato come già fissato.

Zelensky ha parlato della prospettiva martedì 8 settembre, spiegando di contare su un incontro con il presidente statunitense nella seconda metà del mese. Secondo l’Associated Press, il colloquio dovrebbe avvenire attorno al 20 settembre, mentre ANSA riporta la formula “dopo il 20 settembre”. La sostanza politica è la stessa: Kiev cerca un confronto a margine della settimana diplomatica dell’ONU, ma il calendario definitivo non è stato reso pubblico.
Zelensky chiede nuovi sistemi Patriot
La priorità indicata dal presidente ucraino è rafforzare la capacità di intercettare i missili balistici russi. I Patriot sono diventati uno dei nodi principali del rapporto tra Kiev e Washington: l’Ucraina chiede più batterie, più munizioni e una prospettiva stabile di approvvigionamento, mentre gli Stati Uniti devono conciliare l’assistenza agli alleati con le proprie scorte e con la protezione delle tecnologie militari più sensibili.
Il tema non riguarda soltanto una nuova consegna americana. Il ministero della Difesa ucraino ha riferito che la Commissione europea ha approvato un prestito da 3,2 miliardi di euro destinato all’acquisto di componenti Patriot. Restano però decisivi l’autorizzazione di Washington, i tempi industriali e la disponibilità effettiva dei sistemi: un annuncio finanziario non equivale alla presenza immediata di nuove batterie sul territorio ucraino.
L’ipotesi di colloqui trilaterali in autunno
Zelensky ha collegato l’eventuale faccia a faccia con Trump anche al tentativo di riaprire un percorso negoziale. Dopo le missioni a Mosca e Kiev degli inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff, il presidente ucraino ha parlato di alcune idee considerate utili, senza renderne noti i dettagli. Ha inoltre indicato l’autunno come possibile finestra per colloqui tra delegazioni di Ucraina, Russia e Stati Uniti.
Tra le sedi ipotizzate figurano Emirati Arabi Uniti, Svizzera e Turchia, ma non esiste ancora una convocazione formale. Zelensky ha dichiarato che Kiev è pronta a cercare compromessi su dossier circoscritti, come le esportazioni di grano e l’energia, insistendo però sulla necessità di passi reciproci. Si tratta di un’apertura negoziale, non dell’accettazione di un accordo già definito.
Perché il vertice non è ancora una certezza
L’incontro avrebbe un peso politico rilevante perché arriverebbe mentre Washington tenta di mantenere un canale con Mosca e Kiev cerca garanzie militari più concrete. Il presidente russo Vladimir Putin non è atteso all’Assemblea generale dell’ONU, quindi l’eventuale appuntamento di New York riguarderebbe anzitutto il rapporto tra Ucraina e Stati Uniti. Un successivo formato a tre rimane, per ora, una prospettiva.
La distinzione tra intenzione e calendario è essenziale: Zelensky ha espresso pubblicamente la volontà di vedere Trump attorno al 20 settembre, ma la data non può essere considerata confermata finché non arriverà un annuncio condiviso. Il contenuto atteso del colloquio è invece già chiaro: difesa aerea, Patriot e possibilità di nuovi negoziati sulla guerra.

