Il feretro di Lorena Isceri è arrivato questa mattina a Squinzano, il paese del Salento in cui era nata e dove oggi, 9 settembre, sarà celebrato il funerale. La bara bianca ha raggiunto intorno alle 10 la chiesa Maria Regina, la stessa nella quale Lorena era stata battezzata. Ad accoglierla, insieme agli amici e alla comunità, c’erano i genitori Antonietta e Franco e il fratello Danilo.

La madre teneva stretto un orsacchiotto bianco appartenuto alla figlia fin dall’infanzia. Il padre si è chinato sulla bara e l’ha baciata, tra le lacrime. Sono immagini intime, diventate il centro di una mattina nella quale il paese ha provato a restituire alla famiglia una presenza collettiva dopo il femminicidio avvenuto il 3 settembre sull’autostrada A1.
La bara bianca nella chiesa Maria Regina
Per consentire ai familiari di raccogliersi, la camera ardente è rimasta inizialmente chiusa ai giornalisti e alle persone in attesa. In chiesa, lungo il passaggio del feretro, è stato steso un drappo rosso. Un cuscino di fiori dello stesso colore accompagna la bara, mentre gli amici hanno preparato due grandi fotografie di Lorena, una all’interno e una all’esterno della parrocchia.
Il Comune ha collocato un maxischermo sul piazzale per permettere anche a chi non troverà posto in chiesa di seguire la cerimonia. Per le strade di Squinzano sono comparsi fiocchi e teli rossi legati a balconi, porte e cancelli: non un semplice addobbo, ma il segno scelto dalla comunità per ricordare Lorena e richiamare l’attenzione sulla violenza contro le donne.
I funerali alle 17 e il lutto cittadino
Le esequie sono previste alle 17 nella chiesa Maria Regina. Il sindaco Mario Pede ha proclamato il lutto cittadino per l’intera giornata e ha invitato la popolazione a osservare un minuto di silenzio all’inizio del funerale. Alle attività commerciali e alle aziende è stato chiesto di sospendere il lavoro durante la cerimonia, compatibilmente con le esigenze dei servizi essenziali.
Per tutto il mese di settembre la facciata dello storico Palazzo dell’Orologio, in piazza Plebiscito, sarà illuminata di rosso. L’amministrazione ha inoltre invitato le scuole del territorio a organizzare momenti di riflessione e sensibilizzazione, raccogliendo l’appello lanciato dal padre di Lorena perché il dolore della famiglia si trasformi in un impegno pubblico contro i femminicidi.
La fiaccolata di venerdì per Lorena
La partecipazione del paese non terminerà con il funerale. Venerdì 11 settembre è prevista una fiaccolata promossa dalla Città di Squinzano insieme al comitato nato in memoria di Lorena. Il corteo partirà in serata da via De Petro e raggiungerà la panchina rossa di piazza Vittoria, simbolo della lotta alla violenza di genere.
Nei giorni precedenti si erano già svolti momenti pubblici di raccoglimento a Firenze e a Casalabate, la marina salentina dove Lorena aveva trascorso parte dell’estate. A Firenze migliaia di persone hanno partecipato a una fiaccolata; nella località di mare amici e conoscenti si sono riuniti vicino alla casa della famiglia.
Il femminicidio sull’A1
Lorena Isceri aveva 45 anni, viveva a Firenze e lavorava nel marketing farmaceutico veterinario. Secondo la ricostruzione investigativa, l’ex compagno Federico Vella, 36 anni, l’ha rapita sotto casa, immobilizzata e chiusa nel bagagliaio dell’auto. La donna è riuscita a chiamare il 112 durante il viaggio, chiedendo aiuto. Sul viadotto Lora, nel territorio di Barberino del Mugello, Vella l’ha gettata nel vuoto. Gli accertamenti medico-legali hanno stabilito che Lorena era ancora viva al momento della caduta. All’arrivo degli agenti l’uomo si è lanciato dallo stesso viadotto ed è morto. La vicenda e le ultime parole pronunciate dalla donna durante la telefonata sono state ricostruite in un precedente approfondimento di Italiavox. Oggi Squinzano accompagna Lorena nella chiesa della sua infanzia. L’orsacchiotto stretto dalla madre non aggiunge un dettaglio al delitto: restituisce, per un momento, la vita che esisteva prima e il legame che la violenza non è riuscita a cancellare.
Per chiedere aiuto o segnalare una situazione di violenza è attivo il numero nazionale 1522, gratuito e disponibile 24 ore su 24. In caso di pericolo immediato bisogna chiamare il 112.

