Fino a 3mila euro per sostenere il costo del social freezing, ma il contributo non è ancora operativo. La proposta di legge approvata dalla commissione Sanità del Consiglio regionale della Toscana prevede un aiuto economico per le donne tra 25 e 39 anni con ISEE familiare non superiore a 30mila euro. Prima dei bandi, però, serve il voto definitivo dell’Aula e l’attuazione da parte delle aziende sanitarie.

La misura coinvolgerebbe quindi potenzialmente una platea delimitata per età, reddito e residenza. Non è un bonus nazionale e non è destinato genericamente a tutte le famiglie: riguarda la crioconservazione preventiva degli ovociti per ragioni sociali, cioè la possibilità di rinviare un progetto di maternità conservando cellule prelevate in un’età più favorevole.
I requisiti previsti dalla proposta toscana
Il testo licenziato dalla commissione il 16 settembre stabilisce quattro condizioni principali: avere tra 25 e 39 anni, risiedere in Toscana da almeno dodici mesi, appartenere a un nucleo con ISEE fino a 30mila euro e sottoporsi al percorso nelle strutture individuate dal sistema sanitario regionale.
Il contributo potrebbe arrivare a un massimo di 3mila euro. Le domande avrebbero priorità in base all’ISEE più basso; a parità di situazione economica verrebbe favorita la richiedente più anziana. Modalità, documenti e finestre temporali dovranno essere definiti nei bandi delle aziende sanitarie dopo l’eventuale approvazione definitiva.
Quanto stanzia la Regione Toscana
La copertura indicata ammonta complessivamente a 550mila euro fino al 2028: 50mila euro per il 2026, 250mila per il 2027 e altri 250mila per il 2028. Il numero effettivo delle beneficiarie dipenderà dal costo riconosciuto per ciascun percorso e dall’importo concesso, che non sarà necessariamente sempre pari al massimale.
In commissione hanno votato a favore Partito democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle; Fratelli d’Italia si è astenuto. Sono stati annunciati emendamenti in vista dell’esame in Consiglio regionale, perciò requisiti e meccanismo potrebbero ancora cambiare.
Che cos’è il social freezing
Il social freezing consiste nel prelievo e nella crioconservazione degli ovociti in assenza di un’indicazione medica immediata. È diverso dalla preservazione della fertilità garantita in presenza di determinate patologie o terapie, per esempio alcuni trattamenti oncologici. Nel caso «sociale», la scelta può dipendere da condizioni lavorative, economiche, relazionali o dal fatto di non sentirsi pronte a una gravidanza.
La procedura offre una possibilità, non una garanzia di futura maternità. Le probabilità dipendono soprattutto dall’età al momento del prelievo, dal numero e dalla qualità degli ovociti conservati e dalle condizioni cliniche successive. Per questo il sostegno economico dovrebbe accompagnarsi a informazioni trasparenti, valutazione medica e consenso consapevole, evitando che il contributo venga raccontato come una promessa di risultato.
Quando si potrà fare domanda
Al 23 settembre non è possibile presentare alcuna richiesta. Il passaggio in commissione non equivale all’entrata in vigore della legge. Occorrono il voto del Consiglio regionale, la pubblicazione del testo definitivo e gli atti applicativi con cui saranno aperti i bandi.
È quindi prematuro parlare di «bonus già disponibile». La notizia è che la Toscana ha compiuto il primo passaggio concreto verso un contributo fino a 3mila euro, finanziato con 550mila euro nel triennio. Solo il testo finale dirà se i requisiti resteranno quelli annunciati e da quale data le interessate potranno inoltrare la domanda.

