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Shopping senza comprare nulla: i siti dove il carrello è finto

Dalle offerte immaginarie alle consegne che non arrivano: così i «dopamine sites» riproducono il rituale degli acquisti online senza far spendere nulla.

Una borsa in offerta, un paio di scarpe, magari una lampada che non serve davvero. Si aggiungono i prodotti al carrello, si arriva alla cassa e il totale da pagare è zero. Il pacco non partirà mai: gli articoli esistono soltanto all’interno del sito. È il principio del fake shopping, una curiosità digitale che sta attirando attenzione ben oltre la Corea del Sud, dove hanno preso piede esperienze online di questo tipo.

Shopping senza comprare nulla: i siti dove il carrello è finto

Vengono chiamati «dopamine sites»: pagine che imitano i gesti degli acquisti su internet, dall’offerta a tempo al clic per confermare un ordine. Alcune si spingono fino a simulare il percorso di un corriere. L’esperienza è pensata per chi vuole giocare con l’attesa di comprare qualcosa, sapendo fin dall’inizio che non ci sarà alcuna transazione reale.

Come funziona lo shopping finto

Su FakeHaul la vetrina assomiglia a quella di un normale negozio online: prodotti, prezzi ribassati, recensioni e pulsanti per aggiungere articoli al carrello. La piattaforma dichiara apertamente di essere una parodia. Prodotti e venditori sono inventati, il checkout non addebita denaro e nessun ordine viene spedito. Una variazione sul tema riguarda il cibo a domicilio. Su FoodNeverComes si scelgono i piatti, si compone l’ordine e si segue perfino un corriere immaginario. Il sito mette a disposizione una carta dimostrativa già compilata: non occorre inserire i dati della propria. Alla fine della simulazione può arrivare una chiamata del finto rider, che rivela il gioco. La cena, naturalmente, non arriva.

Da dove arriva l’idea

Il Financial Times ha raccontato già a luglio la diffusione in Corea del Sud di siti e app che simulano acquisti e consegne. Nel suo reportage, il fenomeno viene collegato anche alla ricerca di piccoli momenti di svago a costo zero da parte di giovani alle prese con spese quotidiane sempre più pesanti. VICE è tornato sull’argomento il 21 settembre, mostrando alcune delle versioni accessibili anche a un pubblico internazionale.

L’idea sfrutta un’esperienza familiare: prima ancora di ricevere un oggetto, lo shopping online offre il tempo della scelta, lo sconto da cogliere e la conferma dell’ordine. Qui tutto quel percorso rimane sullo schermo. C’è chi può trovarlo divertente e chi, davanti a un pacco destinato a non esistere, può chiedersi perché desiderasse riempire il carrello.

Un gioco, non una soluzione dimostrata

Il nome «dopamine sites» è accattivante, ma da solo non dimostra che questi siti aiutino a controllare gli acquisti impulsivi. Le piattaforme riproducono anche i richiami visivi dei negozi tradizionali, come offerte e conti alla rovescia. La loro efficacia nel cambiare le abitudini di spesa resta una questione aperta; per ora, sono soprattutto un esperimento curioso su una parte spesso trascurata del consumo online: il piacere di cercare e aspettare, anche quando non si compra niente.

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