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martedì, Dicembre 7, 2021

Lega Nord: resa dei conti e le dimissioni di Renzo Bossi

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Resa dei conti nella Lega Nord, a suon di twitt e social network. Durissime le parole di Maroni, l’ex Ministro degli Interni sul suo profilo di facebook attacca: “Rivoglio la Lega che conosco, quella dei militanti onesti che si fanno un c… così sui territori senza chiedere nulla in cambio“. E alla vigilia della manifestazione leghista di domani a Bergamo continua: “Ora ci vuole pulizia, pulizia, pulizia. E mi sono pure rotto dei cerchi magici.” Il riferimento è al cerchio magico, il gruppo di fedelissimi, definiti sarcasticamente, come i badanti di Bossi. Il gruppetto ristrettissimo noto anche come banda di Gemonio (dal nome del paese natale del Senatur), formatosi all’indomani dell’ictus che colpì Bossi (2004), con l’intento di custodire e preservare gelosamente il fondatore della Lega, ha al suo vertice due donne: la seconda moglie del capo: Manuela Marrone, e Rosy Mauro, la “pasionaria”, vice presidente del Senato; ambedue hanno una macchia non trascurabile: le origini meridionali. A completare il cerchio magico: Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega alla Camera, gran nemico dell’ex Ministro degli Interni, Federico Bricolo capogruppo della Lega al Senato e Francesco Belsito, salito alle cronache in questi giorni come “cassiere” del partito lombardo. Dopo le parole di Maroni, non si è fatta attendere la replica piccata di Bossi: “Dobbiamo restare tutti uniti contro un attacco che mira a dividere la Lega.

La pulizia è già in atto e c’è già chi la sta facendo.” Eppure da un’indagine condotta sulla rete, effettuata dall’Osservatorio permanente sui social media, attraverso l’analisi di 33.000 tweet, emerge una bocciatura netta per l’ex segretario della Lega. Il 64.6% dei tweet infatti, vede Maroni alla guida del partito, staccato Bossi con il 29%. Altro dato significativo che emerge dallo studio è che la maggioranza accusa di colpevolezza tutti i dirigenti leghisti, circa lo scandalo dei rimborsi elettorali. Nello specifico le “colpe” sono così ripartite: cerchio magico (21,5%), Bossi (17,4%), infine Belsito (5,7%). Intanto il figlio dell’Umberto padano, Renzo, noto anche con l’appellativo di trota, si dimette da Consigliere regionale della Lombardia, e dichiara: “Senza che nessuno me l’ha chiesto faccio un passo indietro in questo momento di difficoltà, do l’esempio. Ho fiducia nella magistratura, anche se non sono indagato. E’ giusto e opportuno farsi da parte. Sono sereno e so che benissimo cosa ho fatto.” E per non farsi mancare nulla, interviene anche il segretario veneto della Lega, nonché sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo che dopo un encomio alla Liga veneta e al popolo veneto, propone come segretario Luca Zaia, il presidente della Regione Veneto, che però immediato replica: “Io segretatio? No, ho da risolvere troppi problemi in Veneto.”

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