‘Ciliegie in festa per la Solidarietà’: il ricavato verrà devoluto a favore dei terremotati

Diciamo che questa non è stata un’annata facile per la coltura delle ciliegie, ma ciò non ha impedito di organizzare la solita sagra con un motivo in più: dedicarla alle popolazioni terremotate dell’Emilia, infatti parte del ricavato dalla vendita dei prodotti enogastronomici e artigianali verranno devoluti per le popolazioni atterrite dal terremoto.

Per due giorni a Chiaiano, periferia nord di Napoli, si è tenuta appunto “Ciliegie in Festa per la Solidarietà“, una manifestazione con tanto di ospiti d’eccezione come il presidente dell’VIII municipalità Angelo Pisani, Consiglieatre dell’VIII municipalità Ludovico Di MaioFerdinando Albano dell’associazione “Città delle ciliegie”, e l’onorevole Francesco Barbato.

Visto che il dibattito tra i vari ospiti è stato alquanto effervescente vale la pena riportare alcune dichiarazione che difendono la periferia Nord dall’etichetta di ‘ghetto,‘ mettendo in luce validi progetti legati a questa zona di Napoli.

Luca Antonio Pepe (Associazione insieme per la rinascita) è uno dei primi ad avere la parola e ci racconta  della sua esperienza al Parlamento Europeo a Bruxelles per portare avanti le iniziative dei produttori caseari della Campania:che si lamentavo di una politica leghista che faceva in modo tale da incentivare la produzione casearia del nord e sputtanare le produzioni campane in quanto ne fa da padrona la diossina. E questa è una delle tante battaglie che abbiamo portato avanti”. Le dichiarazioni dei leghisti ancora una volta non ci stupiscono, additare il problema della discarica a Chiaiane  tutti i paesi limitrofi è molto più facile che confrontarsi con il reale valore di queste terre, per un partito che nel passato si è attribuito un valore storico inesatto, come alcuni gioielli dell’arte beneventana senonchè la maggioranza del valore storico circa di alcuni Ducati del sud, a buon intenditor poche parole…

Poi è la volta del Dottore Alessandro Sansoni che oltre a parlarci del progetto ‘Giovane Italia,’ espone un’affascinante e lunga dissertazione sulle bellezze di queste zone periferiche:

Sono momenti questi carichi di storia, corso Chiaiano è una strada con palazzi antichi dove campeggia un rosso pompeiano, ed è giusto ravvivare queste zone mostrando a tutta la città, e chissà magari in futuro a dei turisti, quanto siano belli i casali di Napoli di un tempo, come Secondigliano, Barra, Chiaiano, Ponticelli che erano luoghi di villeggiatura e oggi invece sono considerati territori di periferia. Per quanto riguarda la Giovane Italia, per chi non lo sa, è l’organizzazione giovanile del popolo delle libertà, una delle organizzazioni giovanili più importanti del Paese e senz’altro la più numerosa d’Italia, guidata fino a poco fa dal ministro Meloni che oggi si è dimesso e abbiamo un nuovo presidente più giovane che si chiama Marco Perissa. Quello della legalità è uno dei temi fondamentali che ha portato avanti la giovane italia e mi fa piacere che l’Associazione insieme per la rinascita abbia come suo presidente onorario il fratello di Paolo Borsellino che è uno delle icone principali della giovane Italia, uno dei modelli da seguire… l’esempio di un grande Italiano che pur sapendo a che cosa andava incontro dopo la morte dell’amico Giovanni Falcone ha voluto proseguire sulla sua strada per il breve tempo che gli era stato consentito di vivere subito dopo la strage di Capaci, sapendo che andava incontro a morte certa ma volendo dare un esempio e volendo rispettare con il canone della lealtà e dell’amicizia con l’altro magistrato non si è tirato indietro di fronte al suo destino. Queste sono chiaramente cose importanti e da raccontare ai meno giovani soprattutto nei nostri territori, soprattutto in quelli siciliani che sono tormentati dalla illegalità e dalla criminalità organizzata. La Giovane Italia, tuttavia non indica solo modelli da seguire come Borsellino o il nostro concittadino Siani, cercando soprattutto di portare avanti, anche con associazione collaterali, la disseminazione delle tematiche della legalità; con la consapevolezza che la nostra città non ha semplicemente il problema della presenza della camorra e della criminalità organizzata, il problema più grave attualmente è la legalità diffusa, è la mentalità cammorristica e violenta che riguarda un po’  tutti i ceti sociali del nostro territorio sia nei ceti sociali più popolari che quelli più ambienti. Come la volontà di fare i furbi, trasgredire o aggirare le regole, il meccanismo per cui ognuno pensa a se stesso e cerca di prevaricare gli altri. E soprattutto la scarsa adesione ad un sistema di regole civile oltre quelle determinate dal codice penale. Riteniamo che la cosa più importante sia riacquistare uno spirito civico e bisogna innanzitutto spiegare ai ragazzi fino a quando sono piccoli partendo dalle scuole elementari, medie e superiori, che accettare un codice di regole, accettare delle forme condivise di convivenza civile fa stare meglio tutti i quanti. Solo così la città potrebbe rinascere e aldilà di tutto quello che deve fare lo Stato o la Magistratura contro la criminalità organizzata distruggendola dalle fondamenta attraverso arresti, confische o altro […] è fondamentale contenere la diffusione di una mentalità cammorristica e prevaricatrice. Sconfiggere il fenomeno della microcriminalità, visto che a Napoli abbiamo tanto la camorra quanto la microcriminalità che normalmente non è presente nelle città ad alta densità mafiosa, perché abbiamo anche una scarsa qualità del personale criminale, che non riescono neanche a controllare il territorio. La camorra è parcellizzata, è fatta da personaggi di quarto e quinto ordine e quindi non è in grado nemmeno di garantire una gerarchia e un suo ordine criminale come invece accade in Sicilia. Questo ha quindi generato una commistione di microcriminalità e criminalità organizzata che è una caratteristica del tutto napoletana. Allora se riusciamo ad affiancare tutti quanti i cittadini il lavoro dello stato e riusciamo ad acquisire che se si ragiona in spirito comunitario e se si rispettano le regole andiamo meglio tutti quanti […]

La parola passa al Presidente Angelo Pisani, anche lui ci racconta della criminalità organizzata e della piaga che si abbatte su queste terre prive di una vera politica: “Bisogna formare un nuovo popolo, e lo si può fare attraverso i valori della cultura, della legalità, sviluppo che si può inculcare ai ragazzi solo tramite l’istruzione. E questo la mafia lo sa bene. Tutte le mafie, la camorra, e forse anche la politica che è la mafia delle mafie, hanno paura della scuola, perché la scuola vuol dire aprire la testa dei ragazzi, farli pensare liberamente e dargli la possibilità di crescere, istruirsi, informarsi, confrontarsi e la camorra ha quindi molta più paura di questo, dell’integrazione, della socialità, della cultura e di tutto quello che può rendere libero il pensiero umano, anziché dei processi, che sono lunghi, sono pieni di ostacoli e il politico di turno può cambiare le leggi per far si che un processo vada in un modo o in un altro. Per non parlare della malainformazione che destabilizzano la verità, mentre la cultura che ti rende soggetto pensante è un qualcosa che fa paura a queste mafie perché vuol dire perdere il controllo delle masse. Quindi la scuola deve funzionare!“.  Ed è su questo punto che si dovrebbe focalizzare l’attenzione per recuperare i cosiddetti quartieri ghettizzati della periferia nord, massacrata da un abusivismo edilizio dal quale sono nati tutti i problemi degli scampiesi e come diceva Antonio Caponnetto “La mafia teme la scuola più della giustizia. L’istruzione taglia l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa“. Perciò tagliare i fondi alla cultura è solo un’altra strumentalizzazione dei potenti italiani di turno al potere che innestano una nuova e buona dose di degrado nelle città del sud, dove la cultura è nell’aria anche se non tutti la vedono. E in merito al potenziale culturale e artistico di queste zone è sempre Angelo Pisani che si esprime, sottolineando di non essere originario di Scampia ma che arrivando a governare queste zone ha capito come in realtà la periferia sia stata strumentalizzata dai mass media per far ricadere il marcio sulle teste di questi cittadini che in verità si attivano tanto per salvaguardare la propria terra: “potenziale agricole, potenzialità culturali, potenzialità di gente che è ancora gente sana e che per anni è stata scriminalizzata, ma vi assicuro che il popolo di Scampia come quello di Chiaiano è un popolo che la maggior parte al 95% è fatto di persone perbene che hanno voglia di un riscatto, hanno voglia di una verità e il dna che hanno i ragazzi di questi popoli non lo ha nessuno. Un dna che gli consente di superare degli ostacoli, di superare delle sofferenze e delle discriminazioni per poi vederli affermati nello sport, nella società e varie professioni. Quindi bisogna combattere la politica stessa e la cattiva informazione […]”. Non a caso il presidente mette in evidenza come questo territorio abbia una prospettiva affascinante partendo dallo sport e dai nostri grandi campioni. A Marianella è inoltre presente la casa natia di uno dei Santi più conosciuti e celebrati al mondo ‘S. Alfonso Maria Dei Liguori‘, festeggiato soprattutto a Pagani (dove è stato capo della Diocesi) che con il pellegrinaggio produce un fatturato di circa 90 milioni di euro l’anno, e qui che abbiamo il privilegio di ospitare i suoi natali, la casa risulta sempre chiusa, abbandonata a se stessa, e per questo verrà sponsorizzata con una festa che si terrà a settembre, per far capire ai cittadini l’importanza di questa personalità, colui che ha scritto una canzone che tutti conosciamo  “Tu scendi dalle stelle“. Un Santo Avvocato che 16 anni indossò la toga ma della quale se ne liberò per il marcio che girava intorno al mondo della giustizia, dedicandosi così alla vita religiosa. Un personaggio antico quanto moderno tanto da prenderlo ad esempio nei suoi valori di legalità, soprattutto per i giovani.

In quanto alla festa, per onor del vero, bisogna dire che è stata organizzata a costo zero e ognuno è intervenuto con le proprie capacità, dove nulla è stato speso, così per far capire che Napoli grazie alle caratterstiche del territorio potrebbe essere una città campione e di esempio per tutti.

Il Presidente Pisani, tuttavia, travolto dal pathos, non accennava a fermarsi nel raccontare le bellezze della periferia nord di Napoli e alla fine è riuscito a passare la parola a Francesco Barbato che a mo’ di grillino ha fatto la sua arringa appassionata. Comincia subito con un argomento bollente: la discarica di Chiaiano e della sua partecipazione alla protesta contro l’accumulo dei rifiuti in una delle cave appartenenti  l’ultima fetta di territorio comunale ancora ricoperta da un’area boschiva (la cosiddetta Selva di Chiaiano), ma qui trova l’intervento di un cittadino che gli confessa di non averlo mai visto alle manifestazioni e di tutto punto, l’onorevole, sottolinea che lui c’era, e dopo un breve battibecco continua con il suo discorso non privo di linguaggio colorito. Anche lui parla di criminalità organizzata facendo alcune differenze con le mafie del passato, più violente e cruente rispetto ad oggi che hanno adottato diversi sistemi, ma che tuttavia risultano essere più dannosi per i cittadini: “La mafia oggi è diventata un modo di pensare e di comportarsi” e qui inizia ad essere travolto dal suo stesso discorso, mentre la conduttrice interviene facendogli notare che il tempo a disposizione è poco rispetto all’argomento delicato che sta trattando (la tematica è uguale a quella esternata dagli altri politici, chissà perché lui non poteva ritagliarsi il medesimo tempo per il medesimo argomento, ndr). L’onorevole comunque continua e in pochi minuti riesce a dire la sua in merito all’illegalità:

Un cittadino quando riveste una carica pubblica, come recita l’articolo 54 della costituzione, deve farlo con dignità e con onore, che valgono molto più delle responsabilità penali. Perciò prima di nasconderci dietro dei processi e aspettare sentenze, ognuno di noi deve rispondere alla propria coscienza e deve collegare così la politica alla morale e all’etica. Quindi non c’è bisogno delle indagini, delle inchieste o della magistratura, perché le istituzioni che si comportano attenendosi alle regole funzionano poi normalmente come in tutti i paesi normali. E da noi funziona male, perchè la mafia nostra è il modo di comportarsi delle istituzioni. Oggi la mafia è politica e non si può parlare nemmeno del capo dello Stato, della trattativa Stato/Mafia, c’è quindi l’ipocrisia di tutti i partiti visto che pensano solo alla loro sopravvivenza e si preoccupano solo della propria autoconservazione. Ad esempio domani vado in un comune vicino ad Afragola per capire come fa a governare quel sindaco e quell’amministrazione per la quale del sindaco stesso hanno chiesto addirittura gli arresti. Insomma questi comuni così vanno sciolti, questi amministratori che stanno nei comuni solo per fare gli affari loro e i fatti loro devono essere cacciati via a pedate e questo vale sia per la  destra che per la sinistra. Qui vicino, fino a qualche giorno fa, nelle ultime amministrative a Pozzuoli è stato eletto un sindaco del PD, che era stato mandato a casa negli anni 2000 perché l’amministrazione era stata sciolta per infiltrazione cammorristica ed ora è stato rieletto. Ma la cosa grave è che il suo partito ed altri lo hanno ricandidato, ed è questo il punto sul quale i partiti morti che oggi abbiamo in Italia vogliono continuare a tenere questa situazione, perchè il problema è solo quella di occupare le poltrone, di andare al comune, di andare alla regione e di stare in parlamento ma non per essere al servizio dei cittadini, ma semplicemente per fare i fatti propri, ed è questo tipo di politica che dobbiamo licenziare e mandare a casa. Allora questa è la mafia che bisogna sconfiggere perchè poi nei comuni si va a sostenere il proprio amico, amici degli amici, l’amico imprenditore e a fare l’affaruccio insieme, a sistemare altri amici, ed è questo tipo di politica che dobbiamo sconfiggere. Ogni giorno cerco di farlo in parlamento dove voglio continuare ad essere la vostra voce e vostri occhi, portando soprattutto allo scoperto tutte le ruberie, le illegalità e ingiustizie che ci sono[…]

Poi invita i cittadini che lo ascoltano a segnalargli ogni sorta di imbroglio o simili, ponendo la sua disponibilità al servizio di tutti in modo tale che non si ripeta più il disastro della discarica di Chiaiano e il mala gestione dei rifiuti fatta negli anni precedenti dal Governatore Bassolino che ci ha fatto fare una magra figura agli occhi del mondo intero.

Poi è la volta di Ferdinando Albano che spezza un po’ l’aria pesante che si era creata, invitando a non fustigarci troppo e mettere in risalto quello che c’è di positivo. Albano è il presidente dell’Associazione Nazionale ‘Città delle Ciliege’ che rappresenta 60 comuni di tutta Italia che hanno voluto onorare Chiaiano venendo qui a discutere dei problemi della nostra associazione. Questo serve a riflettere e dire che abbiamo delle negatività, ma che abbiamo anche delle realtà che vanno valorizzate e Chiaiano è una di queste realtà. Deve smettere la cultura del tutto va male, è colpa nostra che abbiamo eletto nel passato persone che non ci hanno saputo governare. E ci tiene a sottolineare come una zona che a volte viene ‘identificata in negativo’  è riuscita a realizzare una manifestazione volta al contributo per i paesi terremotati.

E dopo questo dibattito così importante che andava tuttavia affrontato, finalmente arriva il momento del sentimento vero, quello della poetessa e scrittrice Maria Rosaria Malapena che sul suo profilo Facebook si descrive così: “Da sempre diversamente abile. Orgogliosa e abbastanza sicura di me. Ho bisogno di sentire vicino chi amo e di amare senza nessun limite. Attualmente il mio cuore batte forte e ho proprio voglia di fare follie“. Maria Rosaria legge una delle sue poesie tratte dalla raccolta “Al cuor non si comanda” e ci tiene a far sapere che anche se le cose per lei non sono state facili, vuole comunque dare il buon esempio, sperando davvero che il mondo migliori e che a lei interessa solo essere una brava persona. Luca Antonio Pepe riesce a strappare anche un impegno/promessa all’Onorevole Francesco Barbato, ovvero quello di consentire a Maria Rosaria di presentare uno dei suoi libri in parlamento. Noi vi riportiamo una delle poesie lette durante il dibattito oltre a farvi sapere che ci piace chiudere questo articolo in questo modo.

Fa male l’indifferenza
l’egoismo e l’ignoranza degli altri
Fa male essere giudicati,
presi in giro, essere condannati dagli altri
Fa male un amore non corrisposto,
un’amicizia sbagliata
Fa male essere risposti
senza nemmeno essere guardati o ascoltati
Fa male quando ti senti solo,
quando perdi
Fa male accettare i propri limiti
i propri errori
Fa male non essere capiti,
ascoltati ed essere respinti dagli altri
Fa male il pregiudizio degli altri
Fa male la compassione di un amico
Fa male un bacio senz’amore
Fa male e farà sempre più male
la mancanza di sincerità
e di rispetto degli altri.