Botta e risposta tra Renzi e Alfano…

RENZI, ALFANO – Botta e risposta a distanza tra Angelino Alfano, ex Guardasigilli e attuale segretario del Pdl, e Matteo Renzi sindaco di Firenze. Per i due giovani della politica italiana posizioni diverse al cospetto dei leader dei loro partiti.

All’annuncio del ritorno in pista di Berlusconi e della sua candidatura nel 2013, l’ex ministro della Giustizia, ha applaudito la volontà dell’ex premier, e pur lodando le primarie, le ha considerate “superflue” di fronte alla scelta del Cav: “le primarie sono un metodo che condivido e sposo, il modo migliore per scegliere un candidato. Con la discesa di Berlusconi posso dire per certo che non c’è bisogno di primarie” e ancora sull’ ex Primo Ministro: “io sono favorevole alla sua candidatura, sono stato tra quelli che glielo hanno chiesto e sarò al suo fianco”.

Dall’altra parte il sindaco di Firenze ha esortato il suo partito, il Pd, a realizzare primarie vere: “Sarebbe assurdo non fare le primarie. Bersani ha detto che le faremo e io credo a Bersani. La data non conta, conta il significato. Le primarie non sono il Festivalbar della politica, ma la presentazione di un progetto in cui i cittadini possono riconoscersi. Il momento di dire cosa si intende fare, poi però quello che si dice va fatto”.

Sulla scelta del politico siciliano, classe ’70, l’ex presidente della provincia di Firenze, e attuale sindaco del capoluogo toscano, ha mostrato perplessità e contrarietà. Già ieri aveva sottolineato che i giovani del Pd non avrebbero commesso l’errore di Alfano e del Pdl: “tutti in riga non appena Berlusconi ha deciso di scendere in campo”. In un’intervista odierna su Tgcom24 Renzi tornando sulla ricandidatura di Berlusconi e sul passo indietro di Alfano ha detto: “mi ha colpito che Alfano abbia detto che se Berlusconi vorrà candidarsi, lui sarebbe stato il primo a chiederglielo. E’ sbagliato perché è segno che i giovani devono lasciare sempre il passo. Io farò di tutto per far perdere le primarie a Bersani, poi se vincerà sarò il primo ad aiutarlo a vincere le elezioni. Questo è il gioco delle primarie”.  Sul suo conto, e sulle polemiche che gli vengono mosse per alcune posizioni considerate di destra: “Io di destra? Non lo so. Trovo questo tema secondario. Fare un’operazione come fatto a Firenze riducendo le tasse non è di destra ma un’operazione seria. Di tasse non se ne può più. Noi abbiamo diminuito l’Irpef, è di destra o di sinistra? Per me sono tutte cose di una sinistra moderna”, una sinistra che porta ad Obama a Clinton a Blair “Una sinistra che è stata capace di esser idealista e pragmatica e che non campava di ideologia e che è l’esatto opposto di quella che ha fatto cadere Prodi, ovvero la sinistra radicale”.”.

La replica di Alfano alle dichiarazioni del politico fiorentino, classe ’75 è arrivata attraverso un’intervista rilasciata ai microfoni si Sky Tg24: “Stimo Renzi ma non sarà il candidato del Pd alla premiership. Io credo in Berlusconi, lui non crede in Bersani”. Il segretario del Pdl ha quindi ribadito: “La candidatura di Berlusconi è improntata su qualcosa di molto solido, nasce dalla richiesta e dalla insistenza di altri, il resto è fantapolitica”. Sul suo passo indietro: “la mia riconoscenza per Berlusconi è più forte dell’ambizione”. Non è mancata una frecciatina alla Lega Nord: “Conosco le “cose della casa” e attorno a Berlusconi non c’è alcun cerchio magico perché lui non ha bisogno di essere assistito né da un cerchio né da soggetti magici”. 

Nei prossimi mesi vedremo quale linea avrà più consensi, per quanto il dibattito nei due partiti è aperto: sta agli altri esponenti, giovani e meno giovani proporre eventuali altre prospettive.