Siria: il governo sconfessa l’opposizione sulla strage di Tremsah

SIRIA, EGITTO – Dopo 3 giorni arriva la replica del governo siriano, circa la strage nel villaggio di Tremseh. Le cifre fornite dall’opposizione, che aveva parlato di oltre 200 vittime tra i civili, vengono completamente sconfessate dal governo: “le operazioni di giovedì scorso nel villaggio di Tremseh hanno causato la morte di 37 miliziani e due civili”.

ll ministero degli Esteri del paese mediorientale replica anche alle osservazioni dell’Onu: “negli scontri non sono stati usati né blindati, né elicotteri, né l’artiglieria. Le accuse sono frettolose, senza riscontri”.

Continua intanto la violenza nel paese, ad Aleppo si segnalano pesanti combattimenti, non è ancora possibile fornire dati circa le vittime.

Intanto sulla crisi in Siria, a Mosca, martedì ci sarà un incontro tra Annan, mediatore dell’Onu, e il presidente russo Putin, il quale presumibilmente confermerà l’appoggio russo al piano di pace dell’Onu, voluto dallo stesso Annan, ma largamente disatteso da Assad, ribadendo la contrarietà ad una nuova mozione più dura, che preveda sanzioni per Assad, caldeggiata dai paesi occidentali.

Dalla Siria all’Egitto, dove si è conclusa oggi la “due-giorni” del Segretario di Stato americano Hillary Clinton. Dopo l’incontro di ieri con il neopresidente Morsi, oggi è stata la volta di Tantawi, il capo del Consiglio supremo militare. Quest’ultimo dopo l’incontro attraverso un comunicato ha precisato che le forze armate e il consiglio supremo rispettano il potere legislativo ed esecutivo, ma nessuno può impedire loro il compito di proteggere il paese. Parole in qualche modo che vanno nella direzione, auspicata dall’ex first lady americana, di un ridimensionamento del ruolo delle forze armate “prettamente legato alla sicurezza”.