Napoli corsaro a Cagliari con Marek Hamsik

NAPOLI – Con una vittoria sul filo di lana, giovedì sera abbiamo ‘chiuso’ il Rasundastadium, stadio simbolo del calcio svedese. Nell’insolito posticipo ‘tardopomeridiano’ del lunedì, con una vittoria sofferta, da batticuore, abbiamo ‘aperto’ l’Is Arenas, il nuovo impianto del Cagliari. Il successo in terra svedese significa qualificazione anticipata ai sedicesimi dell’Europa League; la vittoria in Sardegna ci regala una classifica ‘corta’ e intrigante.

Sull’isola ci presentiamo senza mezzo attacco, con Edinson Cavani squalificato e Goran Pandev indisponibile. Mister Mazzarri opta per Marek Hamsik e Lorenzo Insigne terminali offensivi, e Dzemaili a loro supporto, nel ruolo più congeniale allo slovacco, con Edu Vargas seduto in panchina. Anche la retroguardia presenta una novità: Hugo Campagnaro non è al meglio, al suo posto sul centrodestra Gamberini, con Britos sul centrosinistra. Ad onor del vero, anche il Cagliari deve fare a meno di 3 elementi fondamentali quali Astori, Cossu e Pinilla.

La partita è combattuta, si innescano diversi uno contro uno, in particolare a centrocampo, dove Behrami giganteggia. Il primo guizzo è targato Napoli: Lorenzo coglie un palo interno con una conclusione che meriterebbe una sorte migliore. Il conto dei pali è pareggiato poco dopo. Su un angolo è Gamberini, ostacolato da Conti, a rischiare l’autorete: il pallone termina sul palo esterno. Primo tempo con ritmi di gioco bassi, ma di grande intensità agonistica, e ciononostante corretto.

Nella ripresa, ancora una quasi autorete per gli azzurri, è Paolo Cannavaro a colpire la parte alta della traversa, nel tentativo di anticipare Nenè. Un contatto dubbio in area di rigore partenopea, fa gridare al rigore: il contatto tra Gamberini e Conti pare esserci. Giannoccaro, arbitro che non si sottrae a lunghi dialoghi in campo con i giocatori, lascia correre. La partita continua su ritmi blandi, a tratti sonnolenta; ma il tifoso sa che non può ‘appisolarsi’: la posta in palio è troppo alta.

Inizia la girandola delle sostituzioni. Esce Maggio (ancora deludente la prestazione dell’esterno vicentino), ed entra Mesto. L’ex genoano ha un buon approccio al match, proponendosi con i tempi giusti sulla destra. Ma è l’ingresso in campo di Edu Vargas a spostare gli equilibri della partita a nostro vantaggio. Entrato al posto di Dzemaili, e consentendo a Marek di ‘riappropriarsi’ del suo ruolo, il cileno non fa nulla di trascendentale, ma sposta il baricentro della squadra di quel tanto che basta per provare a vincere questa partita. Su un angolo, un suo tiro di testa viene deviato sulla linea da Pisano; sulla ribattuta Gamberini non trova il tap-in vincente.

Il Napoli ci prova, e su un’azione mezza manovrata, mezza fortunata, trova la rete del vantaggio. Minuto 72: nello stretto provano a dialogare i nostri solisti, il tocco di Lorenzo è sporcato dalla difesa rossoblu, Zuniga è bravo a crederci, e a fiondarsi su un pallone che sembra morto. Il successivo contrasto regala a Marek Hamsik la possibilità di un diagonale vincente: lo slovacco non sbaglia.

I venti minuti finali sono una sofferenza autentica. In verità, il Cagliari non crea azioni pericolose, ma le diverse punizioni dalla “trequarti” ci fanno tremare. Dopo un primo tempo di buon livello, Insigne cala fisicamente alla distanza, ed esce per far posto a Dossena. Con i denti, e con tanto agonismo difendiamo una vittoria fondamentale e tutto sommato inattesa. Andare a vincere a Cagliari senza Cavani, e senza Pandev, non era affatto facile. La squadra però è riuscita a sopperire all’assenza del suo goleador, con una prestazione certamente non brillante, ma attenta, diligente,cinica e intelligente.

Bene la difesa: il solito Gamberini ‘preciso’ e risoluto, un ottimo Paolo, e a sorpresa un insuperabile Britos. A centrocampo bene Inler, benissimo Behrami, benino Dzemaili, sulle fasce Maggio è lontano partente dell’esterno ammirato per anni, Zuniga è il solito confusionario, ma ha un grosso merito sul gol. Hamsik è la classe e il genio di questa squadra, Lorenzo fino a quando ha retto fisicamente è stato prezioso e ha mostrato un talento estremamente raffinato, purtroppo limitato sul piano della prestanza fisica.

Una piccola parentesi Vargas la merita: ad agosto dicemmo che andava lasciato in rosa, e che indipendentemente da lui, un quinto attaccante con caratteristiche da prima punta, andava preso. Ora ribadendo la necessità di prendere un quinto attaccante, ci asteniamo sulla questione della sua permanenza: darlo in prestito dove può giocare titolare? Oppure rivitalizzato dalle ultime due discrete prestazioni, potrebbe tornare utile alla causa? La squadra va puntellata con attaccante, ma anche un esterno sinistro e un centrale di centrocampo, per ampliare una rosa che ha dimostrato, tra alti e bassi di esser già competitiva, ma non completa.