Ragusa, Andrea Loris Stival: strangolato con fascetta elettrica

CronacaRagusa, Andrea Loris Stival: strangolato con fascetta elettrica

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La morte del piccolo Andrea Loris Stival ha turbato l’intera nazione, e come non avrebbe potuto farlo. Il piccolo bambino di Ragusa, 8 anni, è stato trovato morto in cotrada Pirrea, alle porte di Santa Croce Camerina (Ragusa), in un canale di scolo a circa quattro chilometri dalla casa dei suoi genitori.

La madre, casalinga di 25 anni, e il padre, Davide Stival, camionista di 30, sono sconvolti. La mamma del povero Andrea Loris non smetteva di pronunciare parole struggenti condivisibili da ogni mamma: “Cosa hanno fatto al mio bambino, cosa gli hanno fatto? Fatemi vedere il mio Andrea, fatemlo vedere al più presto“. Purtroppo il bambino scomparso il 9 novembre è stato trovato morto e dopo l’autopsia effettuata sul suo corpo esanime la scioccante verità: Andrea è stato strangolato con una fascetta da elettricista, lunga e larga. Questa è l’ultima notizia che si apprende attraverso i quotidiani. Un killer avrebbe portato Andrea vicino a un mulino, probabilmente in auto, e, dopo averlo ucciso strangolandolo, l’ha lanciato nel canalone di cemento da un’altezza di oltre due metri. Come riporta il settimanale Giallo, il referto dei medici legali parla di “graffi sul corpo, ecchimosi sul viso, segni evidenti di strangolamento e euna ferita al cranio”. Quest’ultima forse conseguenza della caduta. Tuttavia dov’è stato rinvenuto il corpicino di Andrea Stival c’erano solo poche macchie di sangue, e in basi a tutte le verifiche da parte della scientifica e del medico legale pare che il suo cuore si sia fermato appena dopo il rapimento.

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI – Erano le 8:30 quando mamma Veronica accompagna Andrea davanti ai cancella di scuola e poi va a fare la spesa. E da questo momento si perdono le tracce del bambino. Intato la madre si ferma a chiacchierare in una salumeria, circostanza testimoniata anche da alcune telecamere di sorveglianza poi accompagna il figlio più piccolo, di quattro anni, all’asilo. Una testimone poi racconterà di aver visto Andrea Stival vagare senza il suo zainetto. Tuttavia mamma Veronica capirà che il figlio non è mai entrato in classe solo quando alle 12:30, andando fuori scuole per portarlo a casa, non lo troverà.
La madre lanci subito l’allarme e dopo poche ore, alle 17:00 come è noto il bambino viene trovato privo di vita. A segnalare il cadavere di un bambino è Orazio Fidone, un cacciatore del posto. Così l’uomo viene interrogato: “Ero a casa seduto sul divano davanti alla televisione – racconta il cacciatore – e mia moglie mi ha chiesto di organizzarmi con altri cacciatori, come me, per cercare il bambino. E così ho fatto. Mi sono diretto da solo, in attesa di coinvolgere altre persone, d’istinto, verso la zona del Vecchio Mulino. Mi sono affacciato su un canalone tra le canne e ho visto il corpo del bimbo esanime. Ho gridato prima a squarciagola e poi ho telefonato ai carabinieri: erano le 16:55. Nel frattempo è arrivata un’ auto della polizia”. “Se avessi potuto dargli la mia vita – chiosa affranto – lo avrei fatto”.

Tuttavia gli inquirenti hanno posto sotto sequestro la macchina del cacciatore: le autorità vogliono capire perché l’uomo sia andato a “colpo sicuro” cercandolo proprio li a quattro chilometri di distanza dal luogo della scomparsa. Così Fidone dichiara: “Ho messo la macchina a disposizione degli investigatori ed è mia intenzione chiarire tutto nel più breve tempo possibile. IO ho cercato il bambino in quel posto perché pensavo che nessuno sarebbe andato lì”.

E ora è caccia al mostro. Andrea Loris Stival non avrebbe potuto percorrere 4 chilometri da solo. Inizialmente la famiglia aveva pensato ad un allontanamento volotnario ma l’avevano sempre ritrovato magari nei “pressi dell’istituto” dichiara la zia Antonella Stival. “Ogni tanto andava alla bottega a comprare delle cose per la mamma”. La zia continua dicendo che era un bambino introverso e che non dava confidenza agli estranei. Intanto la famiglia e le forze dell’ordine fanno appello al buon senso dei cittadini o a chiunque abbia visto o sentito qualcosa affinché possa comunicarlo alle forze dell’ordine.

Parla anche un amico di Andrea, un ragazzo di 18 anni che vive nel suo stesso condominio e lo ha visto crescere: “Conoscevo bene Andrea. Non si sarebbe mai allontanato da casa da solo. La paura di tutti noi è che in giro ci sia un orco, anche se è la prima volta che succede un fatto del genere”.

Ci sono ancora tanti misteri da chiarire, come la scomparsa del suo zainetto blu a forma di uovo con una cinghia gialla che non è stato ritrovato insieme al corpo di Andrea. Il ritrovamento di questo oggetto è molto importante per individuare le eventuali impronte lasciate dall’assassino.

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