Catania, omicidio Longo: la moglie: “l’ho ucciso io”

Catania, omicidio Longo

CATANIA – Le indagini sono state condotte nel massimo riserbo dagli investigatori, e nonostante i sospetti ci sono andati cauti fino a quando dopo un lungo interrogatorio Vincenzina Ingrassia, 63 anni, ha confessato di aver ucciso il marito: “Si, l’ho ucciso io mio marito, non ne potevo più, mi picchiava, anche la sera prima lo aveva fatto”. Adesso la donna è stata fermata con l’accusa di omicidio volontario e con provvedimento dalla procura di Catania.

Inizialmente, come raccontato dalla donna, che ha avvertito i soccorsi, l’omicidio è passato come una rapina conclusasi con la more del marito, Alfio Longo, 67 anni, elettricista in pensione, e che gli stessi investigatori hanno confermato: “è stato un gesto di liberazione”, da parte della donna. La rapina avvenuta nella loro casa ai piedi dell’Etna non era dunque reale e i Ris avevano capito che il racconto della donna non combaciava con la scena del delitto e con i rilievi effettuati durante le indagini.

 

Nessun segno lasciava pensare ad una rapina. I cani vivaci che non si sono mossi all’entrata dei presunti ladri in casa, sangue che non si trovava nel luogo in cui raccontava la donna fino a quando, dopo un lungo interrogatorio è crollata: “L’ho ucciso io, non ne potevo più, ma per favore non fatelo sapere in paese”. La donna si preoccupava di quello che la gente avrebbe detto di lei e forse anche per questo, per anni, ha taciuto le violenze del marito. Così, Vincenzina, giovedì sera, ha aspettato che il marito si addormentasse per colpirlo alla testa con lo stesso coccio di legna che lui aveva utilizzato per picchiarla.

Tuttavia l’inchiesta non è ancora chiusa perché all’interno dell’abitazione Longo sono state ritrovate armi da fuoco non comuni e una piccola piantagione di marijuana con tutti gli strumenti adatti per lavorare la droga.