Mamma li Turchi!

La tensione tra Turchia e Russia, dopo l’abbattimento di un caccia russo ai confini con la Siria, resta alta.

Russia, Turchia Stati Uniti
I due paesi nei giorni scorsi, hanno proposto due versioni contrastanti dell’accaduto: la Turchia afferma di aver abbattuto il jet russo, reo di aver sconfinato nello spazio aereo turco, in seguito ad una decina di avvertimenti senza risposta, così dal governo di Ankara è arrivato l’ordine di abbattimento.
I russi, dal canto loro, tramite Konstantin Murakhtin, il pilota sopravvissuto all’abbattimento, escludono la possibilità che il jet sia sconfinato in Turchia. Murakhtin, per avvalorare la propria tesi ha dichiarato che si può verificare perfettamente sulle mappe radar dov’è il confine e dov’era il caccia. In più il pilota spiega di non aver risposto alla presunta allerta dei turchi perché “non c‘è stato nessun avvertimento. Nessun contatto radio, nessun contatto visivo. Nessun tipo di segnalazione. Noi abbiamo proseguito sulla rotta stabilita senza modifiche. Se ci avessero voluto avvertire, si sarebbero potuti far vedere affiancandoci lateralmente” ha detto.

Stando a quanto filtrato dal vertice Nato di ieri, il caccia russo abbattuto sarebbe entrato nello spazio aereo turco per soli 17 secondi, sconfinando di meno di due chilometri. Secondo fonti statunitensi citate dall’agenzia Reuters, inoltre, sarebbe stato colpito quando era già rientrato in Siria.
Obama – hanno riferito fonti di Washington come di Ankara – ha comunque espresso il sostegno americano e della Nato al diritto della Turchia di difendere la propria sovranità.

Anche se ci fosse stato uno sconfinamento del jet russo nei cieli turchi, Ankara ha comunque sbagliato: la Turchia è nella Nato e la procedura Nato in caso di violazione dello spazio aereo non prevede l’avvertimento e poi l’abbattimento. Prima che si giunga a questa ultima soluzione vi sono molte altre azioni da compiere, soprattutto se si tratta di un aereo non considerato ostile.

Il 20 novembre il Cremlino ha comunicato di aver distrutto raffinerie a Deir Ezzor, la principale zona di produzione dello Stato Islamico, inferendo un duro colpo per chi fa affari con i jihadisti.
Secondo Gürsel Tekin, vicepresidente del principale partito d’opposizione turco (Chp), tra questi ci sarebbe anche l’azienda di trasporti Bmz Ltd., di proprietà di Bilal Erdogan, figlio del presidente.
In ogni caso, secondo molti analisti, “la porta principale di questo mercato nero è la Turchia
Vendetta da parte della Turchia?
Troppo semplice pensarla così.

L’immagine di Putin come protagonista nella lotta al terrorismo e allo Stato Islamico, avrebbe sovvertito la strategia isolazionista di Washington nei confronti di Mosca.
L’abbattimento dell’aereo russo è servito innanzitutto a bloccare questo processo.

Quindi la Turchia si è prestata a questo gioco degli Usa?

La Turchia dal 1952 è un membro della NATO, l’Organizzazione dei Territori sotto Amministrazione del Nord America, e da anni l’UE spende miliardi di euro per la pre-adesione della Turchia.
Per gli Stati Uniti è necessario che i confini dell’Unione europea includano la Turchia.
Finora, per decenni, se non secoli, la Turchia è stato piuttosto un potenziale nemico della Russia.
Fatto sta che ieri l’Unione europea ha accettato di aprire a dicembre il capitolo negoziale 17 nel processo di adesione della Turchia, relativo alla politica economica e monetaria.
Lo ha detto il ministro turco degli Affari Europei Volkan Bozkir, citato dall’agenzia statale Anadolu.