Sequestro armi a Trieste: Finanza blocca 800 fucili da guerra

Il sequestro armi Trieste sta tenendo l’Italia col fiato sospeso: la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Trieste ha bloccato un carico di circa 800 armi da guerra, dirette in Germania, Olanda e Belgio. L’autoarticolato, proveniente dalla Turchia, era sprovvisto di regolare autorizzazione, l’autista fermato è un cittadino turco. Per la precisione, sono stati sequestrati 781 fucili a pompa modello Winchester SXP da 12-51 cm, 66 fucili a pompa Winchester SXP da 12-41 cm e 15 calci di fucile.

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E mentre a Bruxelles è allarme antrace, l’Europa trema per la propria incolumità messa in pericolo dai terroristi, che promettono rivendicazioni e morte. La minaccia della guerra si fa sempre più vicina e, mentre si definiscono le nuove alleanze politiche, si temono attentati ad ogni angolo della strada. Anche qui in Italia, dove l’allarme bomba sta disseminando il panico ovunque. Il sequestro delle armi a Trieste ha reso ancora più concreta questa paura.

Le armi erano contenute in scatole di cartone, sistemate su un autoarticolato olandese che era guidato da un cittadino turco: il veicolo era sbarcato al porto di Trieste il 23 novembre scorso. Dopo aver verificato le irregolarità dell’intero carico, sottoposto ad analisi scanner, è stato dichiarato il sequestro. Inoltre, a operazione concluse, è stato denunciato il rappresentante legale dell’azienda turca produttrice dei fucili di grosso calibro.

L’operazione – precisa una nota delle Fiamme Gialle – “è stata portata a termine grazie anche ai recenti episodi di terrorismo e alla gravita’ dello scenario internazionale“. I livelli dei controlli alla frontiera sono aumentati sensibilmente, come anche nei porti ed aeroporti, secondo quanto pianificato dal ministero dell’Interno e, da ultimo, in ambito locale, dal Procuratore Capo della Repubblica di Trieste Carlo Mastelloni .