Contagio Aids a Roma: 6 donne infettate da un sieropositivo

Il contagio Aids a Roma di sei donne è una delle notizie che ha sconvolto l’opinione pubblica soprattutto in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids celebrata proprio il 1 dicembre 2015. La vicenda ha dell’incredibile e ha come protagonista negativo un uomo che ha mentito per ben 8 anni, non rivelando alle donne che ha frequentato di essere sieropositivo. Quello che accomuna le sei “vittime” è quello di essere state adescate in chat.
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L’uomo, un trentenne romano, però ora è stato arrestato con l’accusa di lesioni gravissime perchè ha mentito consapevolmente e ha contagiato di Aids le donne che, inconsapevolmente, sono state a letto con lui probabilmente senza le dovute precauzioni. Infatti le ragazze contagiate hanno affermate che l’uomo chiedesse proprio di non usare preservativo per accrescere il suo piacere. Ma non ha minimamente preso in considerazione la pericolosità dei suoi gesti. Infatti tra il 2006 e il 2014 sono state sei le donne che sono state contagiate. Chissà quante altre ce ne saranno che però non lo sanno ancora o non hanno avuto il coraggio di confessare.

Le vicende si sono svolte tutte a Roma, città in cui è stato arrestato lo scorso 24 novembre dagli uomini della polizia giudiziaria di Piazzale Clodio su ordinanza del gip Alessandro Arturi. E’ stato subito trasferito nel carcere di Regina Coeli in cui, oltre a scontare la pena, è stato portato in infermeria per seguire un percorso terapeutico per frenare la malattia. Per ora sono state scoperte solo sei donne, ma in realtà sono solo quelle che lo hanno denunciato e si pensa che il numero sia molto più alto.

Il trentenne adescava le partner sulle varie chat notissime proprie per gli incontri tra single. Le indagini di queste donne sono durate ben otto mesi, sono partite dopo che una delle vittime, venuta a sapere della condizione di sieropositività dell’ex partner, si è rivolta alle Forze dell’Ordine. Durante gli interrogatori ha sempre negato tutto, soprattutto di essere sieropositivo. L’uomo ha poi dovuto ammettere di essere sieropositivo.