Ergastolo a Massimo Bossetti: “pena di morte mascherata”

È disperato Massimo Bossetti, dopo la condanna all’ergastolo inflitta per aver ucciso la giovane Yara Gambirasio, scomparsa da Brembate Sopra nel mese di novembre 2010 e trovata qualche mese dopo, senza vita, nel campo aperto di Chignolo d’Isola.

Yara Gambirasio, il test del Dna di Massimo Bossetti

Il legale del muratore di Mapello dichiara che il suo assistito è disperato: “L’ho trovato veramente disperato, annichilito” afferma Claudio Salvagni durante un’intervista rilasciata alla trasmissione radio “Legge o giustizia” condotta da Matteo Torrioli su Radio Cusano Campus.

Per l’avvocato di Massimo Bossetti l’ergastolo è una condanna a morte mascherata:

Non prevede alcuna possibilità di recupero per il condannato, è una pena di morte mascherata. Soprattutto in processo indiziario come questo, dove l’errore è dietro l’angolo, togliere la vita ad una persona è una cosa inconcepibile dal mio punto di vista.

Massimo Bossetti news, dichiarazioni dal carcere

Massimo Bossetti si professa ancora innocente. Dichiara il suo avvocato: “Lui dice: ma se io sono innocente come hanno potuto condannarmi? Questa la visione romantica di un uomo semplice come lui che confidava nella giustizia. È comunque determinato ad andare avanti per combattere la sua battaglia fino alla fine“.

Intanto l’avvocato Salvagni spiega quanto stiano lavorando al caso per valorizzare delle piste che si trovano negli atti ma che non sono state sufficientemente prese in considerazione:

Stiamo lavorando tutti come prima e più di prima. Vogliamo arrivare a chiudere il cerchio. Alcune piste, che erano scritte negli atti dell’accusa, non sono state a nostro parere sufficientemente valorizzate. Vanno completate le indagini e verificate tante altre cose.