HomeCronacamondoGaza City, crolla un palazzo danneggiato dalla guerra: almeno 19 morti

Gaza City, crolla un palazzo danneggiato dalla guerra: almeno 19 morti

Nel palazzo vivevano famiglie sfollate. I soccorsi proseguono con pochi mezzi, mentre centinaia di edifici lesionati rischiano di crollare nella Striscia.

È salito ad almeno 19 morti il bilancio del crollo di un edificio residenziale avvenuto nella notte a Gaza City. Nel palazzo, già gravemente danneggiato dai bombardamenti israeliani dei primi anni di guerra, vivevano diverse famiglie palestinesi sfollate. Almeno 25 persone sono rimaste ferite e altre risultano ancora sotto le macerie, mentre le squadre di soccorso continuano a cercare superstiti. Le prime informazioni diffuse mercoledì 16 settembre parlavano di 12 vittime, tra cui cinque bambini. Il dato è stato successivamente aggiornato a 19 morti, dei quali almeno 13 donne e minori, secondo il ministero della Salute di Gaza citato da Associated Press. Il bilancio rimane provvisorio e potrebbe aumentare con il proseguire delle operazioni.

Gaza City, crolla un palazzo danneggiato dalla guerra: almeno 19 morti
Foto di repertorio via Wikipedia: @WAFA (Q2915969)

Il palazzo era stato danneggiato durante la guerra

L’edificio si trovava nella parte occidentale di Gaza City ed era considerato instabile per i danni prodotti da precedenti attacchi. Le ricostruzioni disponibili non coincidono sul numero dei piani: alcune fonti ne indicano cinque, altre sette. Il dato certo è che la struttura ospitava più nuclei di sfollati, costretti a scegliere tra tende sovraffollate e palazzi lesionati nei quali cercare riparo dal caldo, dal vento e dalle piogge.

Il cedimento è avvenuto mentre molte persone dormivano. La Protezione civile palestinese ha riferito di avere udito voci provenire dalle macerie nelle prime fasi dei soccorsi. Uomini e mezzi delle agenzie delle Nazioni Unite e dell’organizzazione egiziana impegnata negli aiuti hanno partecipato alle ricerche, ma la mancanza di macchinari pesanti ha costretto diversi soccorritori a scavare anche a mani nude.

Centinaia di edifici rischiano nuovi crolli

Secondo Raed Al-Dahshan, responsabile della Protezione civile di Gaza City citato da Reuters, circa 400 edifici sarebbero esposti a un rischio imminente di collasso. Il servizio di soccorso locale stima inoltre che approssimativamente 2.000 strutture danneggiate siano tuttora abitate perché mancano alternative sicure.

Funzionari palestinesi e rappresentanti delle Nazioni Unite attribuiscono la scarsità di mezzi pesanti alle restrizioni israeliane sull’ingresso di attrezzature nella Striscia. Israele sostiene che i controlli servano a impedire che materiali e macchinari finiscano nelle mani dei gruppi armati. Sul terreno, però, l’effetto immediato è una capacità molto limitata di rimuovere le macerie e mettere in sicurezza ciò che rimane degli edifici.

La tregua non ha ancora aperto la ricostruzione

Il cessate il fuoco sostenuto dagli Stati Uniti, in vigore dall’ottobre 2025, ha ridotto i combattimenti su larga scala ma non ha prodotto un accordo definitivo né l’avvio della ricostruzione. Secondo le stime delle Nazioni Unite, la guerra ha lasciato nella Striscia circa 61 milioni di tonnellate di detriti, la cui rimozione potrebbe richiedere almeno sette anni.

Il crollo di Gaza City non è quindi soltanto l’esito improvviso di un cedimento strutturale. Mostra un pericolo che continua dopo i bombardamenti: migliaia di persone abitano rovine già dichiarate fragili perché non dispongono di un altro luogo in cui vivere. Per questo il numero delle vittime resta legato non solo alle ore di ricerca ancora necessarie, ma alla possibilità di intervenire sugli altri edifici prima che l’inverno renda il rischio ancora più alto.

ALTREI ARTICOLI