Israele si divide per il possibile ingresso della Palestina nell’Onu

ISRAELE – Cresce il fronte ‘europeo’ dei ‘si’ per la Palestina nell’ Onu, con lo status di ‘Stato osservatore non membro’. La richiesta portata avanti dall’Autorità Nazionale Palestinese, che verrà votata dall’ Assemblea Generale, nelle prossime ore, ha avuto l’appoggio di Francia, Spagna, Svizzera, Danimarca e Austria.

Anche il nostro paese si allinea alla decisione di questi stati, e attraverso una nota di Palazzo Chigi fa sapere che l’Italia sosterrà la scelta palestinese, chiedendo contemporaneamente all’ Anp di accettare il riavvio dei negoziati. Il premier Monti in una telefonata al premier israeliano Netanyahu ha ribadito che una simile scelta “non implica nessun allontanamento dalla forte e tradizionale amicizia nei confronti di Israele” e ha garantito “il forte impegno a evitare qualsiasi strumentalizzazione” contro Israele alla Cpi (Corte penale internazionale).

Dalla reazione a caldo israeliana, affidata all’ambasciatore a Roma, Naor Gilon , trapela una forte delusione per la “decisione dell’Italia – uno dei migliori amici di Israele – di sostenere l’iniziativa unilaterale dei Palestinesi alle Nazioni Unite”. Lo stesso ambasciatore continua “dopo quattro anni in cui i Palestinesi hanno rifiutato di tornare al tavolo negoziale, assistiamo ora al tentativo palestinese di influenzare i risultati dei negoziati stessi per mezzo di istituzioni internazionali. Questa mossa, non soltanto non migliorerà la situazione sul terreno, ma aumenterà le preoccupazioni di un ritorno alla violenza e, soprattutto, allontanerà le prospettive di pace”.

Germania e Inghilterra hanno deciso di astenersi, in particolare il paese teutonico attraverso il ministro degli Esteri Guido Westerwelle fa sapere attraverso un comunicato “Non abbiamo preso questa decisione con leggerezza. La Germania condivide l’obiettivo di uno stato palestinese. Abbiamo promosso il raggiungimento di questo traguardo in tanti modi, ma i passi decisivi verso la costituzione di uno stato possono essere solo il risultato di negoziati tra israeliani e palestinesi”.

Favorevole all’ ingresso della Palestina nell’Onu come Stato osservatore non membro, anche la Russia, mentre contrari si sono dichiarati gli Usa. Il Segretario di Stato Hillary Clinton si dice certa che un’eventuale riconoscimento della Palestina come stato non membro all‘Onu, non aiuterà a trovare un accordo di pace.

Esprime profonda contrarietà all’eventuale ingresso della Palestina nell’Onu, anche il governo israeliano, che attraverso  il premier Benyamin Netanyahu afferma che il voto all’Onu sulla Palestina “non cambierà alcunché sul terreno”. Per il premier l’eventuale voto positivo “non avvicinerà la costituzione di uno Stato palestinese, ma anzi la allontanerà”. Il premier israeliano ha sottolineato che la pace la si raggiunge attraverso trattative dirette, e non con “risoluzioni Onu che non tengono conto della necessità di sicurezza di Israele”. Netanyahu ha però precisato che  “la mano di Israele resta tesa verso la pace”, assicurando che non ci sarebbe alcuna ritorsione, e che lo Stato ebraico non modificherà alcun accordo con i palestinesi, qualora all’Onu, dovesse passare la richiesta dell’ Anp. 

Una tesi confermata e rafforzata da Yigal Palmor, portavoce del ministero degli Esteri “non abbiamo alcuna intenzione di annullare il minimo accordo, soprattutto in campo economico. Tutto ciò che faremo dopo questo voto e’ di applicare questi accordi alla lettera”.

In Israele si levano anche voci favorevoli ad un ingresso della Palestina nell’ Onu come Stato non membro. Ehud Olmert, ex premier israeliano e attuale leader di Kadima in una lettera sul sito the Daily Beast, chiede al suo paese di non opporsi ad un testo che va nella direzione di una soluzione del conflitto attraverso la creazione di due stati. “Una volta che le Nazioni Unite getteranno le fondamenta di questa idea, noi in Israele dovremo impegnarci in un processo negoziale serio per trovare un accordo sui confini basati sulle linee del 1967 e risolvere le altre questioni“, si legge nella lettera, nella quale Olmert sottolinea la necessità per Israele di appoggiare e rafforzare  il presidente dell’Anp Mahmoud Abbas e il premier Salam Fayyad, politici palestinesi moderati che “hanno bisogno del nostro aiuto” per cui  “è arrivato il momento di offrirglielo”.