Vladimir Putin ha incontrato separatamente Xi Jinping e Narendra Modi a Bishkek, in Kirghizistan, durante il vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai. Le immagini e le formule diplomatiche hanno restituito l’idea di una Russia ancora inserita nel sistema di relazioni asiatiche. I contenuti dei colloqui, però, hanno mostrato sfumature diverse: Pechino ha ribadito la solidità del rapporto con Mosca, mentre il primo ministro indiano ha chiesto esplicitamente la cessazione delle ostilità in Ucraina.

Il summit riunisce dieci Stati e viene presentato da Cina e Russia come uno spazio alternativo alle organizzazioni guidate dall’Occidente. La presenza di India, Iran, Pakistan e delle repubbliche dell’Asia centrale rende tuttavia la Sco un forum composto da governi con interessi differenti, rivalità regionali e posizioni non coincidenti sulle principali crisi internazionali.
Xi promette rapporti più solidi, Putin rivendica il pieno allineamento
Durante il colloquio con Putin, Xi Jinping ha dichiarato che, grazie alla guida strategica e agli sforzi congiunti, le fondamenta delle relazioni tra Cina e Russia diventeranno più forti e le prospettive più ampie. Secondo la ricostruzione di Reuters, il presidente cinese ha richiamato l’aumento dell’incertezza internazionale e la necessità di promuovere un mondo multipolare “equo e ordinato”.
È stato Putin a sostenere che gli approcci fondamentali di Mosca e Pechino in politica estera siano “simili e coincidano perfettamente”. Il presidente russo ha elencato la cooperazione nei settori dell’energia, dell’industria, dello spazio, dei trasporti e dell’intelligenza artificiale. Dal vertice non è però arrivato un nuovo annuncio concreto sulla guerra in Ucraina né una proposta negoziale comune. Il Cremlino ha riferito che il conflitto è stato affrontato soltanto di passaggio nel colloquio con Xi.
Modi a Putin: ogni giorno di guerra arretra l’umanità
Il passaggio politicamente più netto è arrivato da Narendra Modi. Il primo ministro indiano ha detto a Putin che l’India continuerà a sostenere ogni sforzo di pace e che occorre passare dalla guerra senza fine alla fine della guerra e alla cessazione delle ostilità. “Ogni giorno in cui la guerra continua, l’umanità fa di fatto un passo indietro”, ha affermato secondo la trascrizione del colloquio riportata da Reuters. Putin ha risposto sostenendo che la Russia si starebbe muovendo in quella direzione, senza indicare nuove concessioni o modifiche alle condizioni poste da Mosca. Il Cremlino continua a dichiararsi disponibile a terminare il conflitto alle proprie condizioni, considerate da Kiev equivalenti a una resa inaccettabile.
L’India chiede la pace senza rompere con Mosca
Le parole di Modi non rappresentano una rottura diplomatica con la Russia. Nello stesso incontro il premier indiano ha chiamato Putin “amico”, ha valorizzato la crescita dei rapporti economici e ha ribadito che le relazioni bilaterali devono tutelare gli interessi dei due Paesi. India e Cina figurano fra i maggiori acquirenti di petrolio russo e hanno contribuito a sostenere le entrate di Mosca dopo le sanzioni occidentali introdotte in seguito all’invasione del 2022.
Il vertice di Bishkek ha quindi offerto a Putin una piattaforma internazionale e incontri con due partner economici decisivi, senza produrre un sostegno esplicito alla prosecuzione della guerra. Xi ha protetto il rapporto strategico con formule di continuità; Modi ha affiancato alla cooperazione economica un invito pubblico a fermare i combattimenti. La distanza fra queste posizioni spiega perché la Sco possa mostrare unità contro il predominio occidentale senza trasformarsi in un blocco politico completamente omogeneo.

