Strage di Brescia: tutti assolti

La strage Brescia resterà uno dei misteri della storia italiana. Piazza della Loggia, Brescia, 28 maggio 1974, è in corso una manifestazione antifascista indetta dalle sigle sindacali. Una bomba, nascosta in un cestino, esplode provocando 8 morti e un centinaio di feriti. Trentotto anni dopo non ci sono colpevoli. Anche la terza istruttoria si conclude senza dare un nome, un volto a mandanti e esecutori materiali della strage, avvenuta in quelli che sono passati alla storia come gli anni di piombo. 

La Corte d’Assise d’Appello di Brescia ha confermato la sentenza di I grado della Corte d’Assise dello scorso novembre 2010, assolvendo i quattro imputati, due dei quali, Carlo Maria Maggi e  Delfo Zorzi, oggi cittadino giapponese e non estradabile, ex appartenenti a Ordine Nuovo, gruppo neofascista fondato nel 1956. Il gruppo più volte oggetto di indagini, pur senza successive risultanze processuali, in merito all’organizzazione ed al compimento di attentati e stragi, verrà sciolto nel 1973 per disposizione del ministro dell’Interno Taviani. Gli altri due imputati assolti sono l’ex collaboratore dei servizi segreti Maurizio Tramonte e l’ex agente del Sismi, Generale dei Carabinieri Francesco Delfino.

Ritenuto inammissibile il ricorso nei confronti del quinto imputato, Pino Rauti, fondatore di Ordine Nuovo. La Corte d’Assise d’Appello ha condannato le parti civili, rappresentate dalla Camera del Lavoro di Brescia e da Elvezio Natali, parente di una delle vittime, al pagamento delle spese processuali. 

La delusione e la rabbia dei parenti delle vittime fa da contraltare alla soddisfazione espressa dagli imputati.