Caldo: Ulisse e il drago africano infiammeranno l’Italia per 10 giorni

L’ultima ondata di caldo, denominata ‘Ulisse‘, ha tutte le carte in regola per battere il record registrato nel ‘2003’. Antonio Sanò de ilmeteo.it preannuncia 10 giorni di caldo infernale, molto più intenso rispetto a quello scaturito dai precedenti anticicloni. Afa a iosa non solo nei weekend visto che si allungherà fino a Ferragosto. Si tratta del respiro infuocato del ‘drago africano‘ un ‘vento rovente’ proveniente dall’entroterra algerino che ha portato le temperature a 40 gradi in Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia.

Già da domenica si registreranno picchi di calore, 37 gradi a Bologna, Firenze, Roma, Pescara, Perugia, 36 a Napoli, 38 a Bari, 40 gradi nelle zone interne di Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Ma non finisce qui, le temperature si eleveranno a 43° in Puglia, Basilicata e Sicilia e un record di 39 a Roma. Temporali, invece, sulle Alpi e le Prealpi, in estensione al Piemonte e Lombardia soprattutto sabato sera e notte, che risolveranno poco e niente sul fronte del caldo e afa presente inValpadana.

PERICOLO SICCITA’ – Lo ritroviamo sempre dietro l’angolo e per salvare gli animali nelle campagne si ricorrono alle autobotti, garantendo un adeguato rifornimento di acqua reso necessario dalla grande secca che si sta registrando in fiumi e laghi in molte zone del Paese. In base a quanto pubblicato dal sito agi.it, sembrerebbe che la Coldiretti, avrebbe avvertito che la situazione di sofferenza delle reti fluviali è evidenziata dal fatto che il lago di Como e quello Maggiore sono al di sotto della media del periodo, mentre il livello del Po che a Cremona è sceso a meno 7,5 metri sotto lo zero idrometrico e ci sono appena due settimane di autonomia per l’irrigazione. In Toscana, un allevatore di Volterra è costretto a portare ogni giorno due cisterne da 50 quintali l’una direttamente nei campi, per rifornire gli abbeveratoi e dissetare le sue pecore. Gli effetti del caldo si fanno sentire anche sulla produzione di latte. Le mucche, continua la Coldiretti, hanno prodotto in media dal 10 al 20% di latte in meno con punte che arrivano anche al 50% nei giorni più roventi.