Caso Mastrogiovanni: il 30 ottobre è prevista la sentenza sulla sua agonia (VIDEO)


Accade spesso in Italia, ma agli onor di cronaca si registrano poche testimonianze e quello di Franco Mastrogiovanni, 58 anni, è un caso da brividi. Il 31 luglio del 2009 il maestro originario di Castelnuovo Cilento, un piccolo comune in provincia di Salerno, viene ricoverato al centro di salute mentale dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania per un trattamento sanitario obbligatorio (Tso). In base a quanto ricostruito dai vigili urbani di Pollica, sembrerebbe che l’uomo, il giorno prima, fosse stato coinvolto in un incidente stradale dalla dinamica fittizia e dopo il quale è ricercato dai carabinieri. La storia (sembra falsa come riportato da vari quotidiani) ha dato il via la caccia all’uomo che si concluderà il giorno dopo quando il maestro sarà bloccato nel campeggio dove stava trascorrendo le vacanze e portato all’ospedale San Luca. Da quel giorno, da quel centro di salute mentale uscirà cadavere, sottoposto ad un ‘trattamento’ forzato‘ durato 80 ore.

C’è un video che testimonia il suo maltrattamento: legato mani e piedi ad una branda. E’ un documento di cronaca toccante e gira da un po’ sul web grazie all’istituzione del comitato “Verità e giustizia per Francesco Mastrogiovanni“, che tramite un sito internet giusitiziaperfranco.it chiede di far luce su tutta la storia. questo è quanto ricostruito dal comitato:

Francesco, prima dell’emanazione dell’ordinanza di Tso, il mattino del 31 luglio 2009, intorno alle ore 9 circa, viene inseguito dalla polizia municipale del Comune di Pollica e dai Carabinieri della locale stazione e, per sfuggire alla cattura, raggiunge la spiaggia di un campeggio in località Mezzatorre (comune di San Mauro Cilento) e si getta in mare. Dopo un paio d’ore (verso le 11) , ormai sfinito per la lunga permanenza in acqua, ritorna spontaneamente sulla spiaggia dove, nel frattempo, è giunto un medico che opera nel Centro Igiene Mentale di Vallo della Lucania che conferma il certificato del primo medico del 118. Francesco accetta spontaneamente che gli vengano praticate tre (3) iniezioni di sedativi – ma la dottoressa, che conferma la richiesta di TSO al sindaco di Pollica, scrive sul certificato che “rifiuta ogni terapia”. Al contrario, Francesco, assumendo un comportamento collaborativo, accetta di essere tradotto presso il reparto di psichiatria di Vallo della Lucania.

Ma scaviamo a fondo nella vita del Maestro elementare di Castelnuovo. L’uomo era un ex attivista anarchico già mandato ingiustamente in carcere per ben due volte, rimanendovi quasi un anno. Mastrogiovanni, all’epoca, fu schedato come sovversivo dalle informative delle forze dell’ordine locali e aveva già subito due Tso (Trattamento Sanitario Obbligatorio). E l’ultimo si concluderà con la sua fine in quel maledetto ospedale dove il certificato di morte porta la firma di Angelo Vassallo il sindaco di Pollica, che 13 mesi dopo, il 5 settembre 2010 (in base a quanto riportato dall’Espresso on line, ndr) verrà ucciso da nove colpi di pistola in un attentato che non ha ancora colpevoli.

Tutta la vicenda ha sfumature inquietanti. Sulla morte del maestro il pubblico ministero del tribunale di Vallo della Lucania, Renato Martuscelli, ha incominciato una requisitoria del processo contro 6 medici e 12 infermieri. I motivi del processo sono tutti da individuare in quelle 82 ore di agonia della persona deceduta. On line è presente il video in versione ridotta e vengono mostrate solo le scene più drammatiche. Dopo la sua morte l’autopsia ha stabilito che Franco Mastrogiovanni sia morto per un edema polmonare. Causato – secondo l’accusa – dallo stato di contenzione in cui era l’uomo. Fra poche settimane, il 30 ottobre, si sarà la sentenza sul questo caso.