Taranto: gli operai dell’Ilva preoccupati. Il gip respinge il piano

Gli operai dell’Ilva di Taranto sono stati tutta la notte sull’altoforno a 60 metri. Preoccupati per la decisione sul piano risanamento e a ragione diremo visto che il gip del Tribunale di Tarano, Patrizia Todisco, ha respinto il piano di interventi proposti dall’Ilva per il risanamento degli impianti inquinanti. Non verrà mantenuta nemmeno la capacità produttiva minima. Quindi bocciato il piano da 400 milioni di euro presentato da Bruno Ferrante nei giorni scorsi.

Nelle 15 pagine del decreto presentate dal gip Todisco emerge che: «non c’è spazio per proposte al ribasso da parte dell’Ilva circa gli interventi da svolgere e le somme – da stanziare – I beni in gioco, salute, vita e ambiente e anche il diritto a un lavoro dignitoso ma non pregiudizievole per la salute di alcun essere umano, lavoratore compreso, non ammettono mercanteggiamento».

No a libertà per Emilio e Nicola Riva  Il gip non fa altro che condividere quanto evidenziato dalla Procura, ovvero che diversi interventi erano già stati previsti nei protocolli di intesa stipulati dall’Ilva con le istituzioni locali negli anni scorsi e mai realizzata per ricorrere ai ripari circa le emissioni inquinanti dello stabilimento. Si tratta degli stessi protocolli di intesa che in primis i Pm nella richiesta di arresto e in secundis il Gip nella sua ordinanza di custodia cautelare per i vertici aziendali, descrivono come «la più grossolana presa in giro compiuta dai vertici Ilva attraverso i primi atti di intesa sottoscritti dall’attuale gruppo dirigente. Si tratta, tra i più recenti, di ben quattro atti di intesa sottoscritti da Ilva volti a migliorare le prestazioni ambientali del siderurgico. Il primo in data 8.01.2003, il secondo in data 27.02.2004, il terzo in data 15.12.2004 e il quarto in data 23.10.2006. Basta leggere l’ultimo per rendersi conto della colossale presa in giro di cui sopra».

Nel frattempo gli operai che vogliono difendere il posto di lavoro continuano nella protesta e annunciano lo sciopero della fame e della sete, esponendo degli striscioni ‘La nostra salute è la vostra salute‘, ‘Noi strumentalizzati da salute e lavoro, voi da chi?‘ e ‘Noi per ambiente salute e lavoro‘. Per adesso la zona è presidiata dai Vigili del fuoco e ambulanze per intervenire in eventuali emergene.

In merito alla protesta la Fim Cisl di Taranto, che già da martedì è stata vicina ai manifestanti con le proprie Rsu, monitorando la situazione, ”pur comprendendo il clima di esasperazione presente all’interno dello stabilimento, è fortemente preoccupata per queste proteste estreme, il cui dilagarsi metterebbe a serio rischio l’incolumità di ogni lavoratore, aggravando ulteriormente uno scenario già pesante”.

Intanto Fim e Uilm hanno indetto per domani e venerdì scioperi dei dipendenti dello stabilimento. Fim Cisl e Uilm Uil prendono atto: «del forte clima di tensione sviluppatosi nelle ultime ore tra i dipendenti dell’Iva, che vedono a serio rischio la tutela del proprio posto di lavoro».