Obama batte Romney in tv, mentre nel paese torna l’incubo KKK

Obama vince il terzo e ultimo duello tv, con il suo sfidante, il repubblicano Romney. Per il presidente in carica si tratta del secondo successo consecutivo, dopo la prestazione opaca nel primo duello televisivo.

In vista delle prossime elezioni presidenziali americane, in programma il 6 novembre i due rivali si sono scontrati soprattutto sul tema della politica estera. Il dibattito avutosi in Florida, secondo i sondaggi a caldo di Cbs e di Cnn, ha premiato il presidente democratico.

A partire all’attacco è stato il candidato repubblicano Romney che ha affermato: “l’America è più debole” e “siamo ancora nei guai”. Pur congratulandosi per l’uccisione di Bin Laden, Mitt Romney è sicuro: “non ne usciremo solo con gli omicidi, serve una strategia per aiutare il mondo islamico a respingere l’estremismo“. Sul Medioriente “in fiamme”, dove “continuano i disordini”, le sue parole sono tutt’altro che confortanti: “Teheran vede gli Usa deboli, siamo 4 anni più vicini a un Iran atomico e non avremmo dovuto perdere questi 4 anni“. Sulla Siria, altra patata bollente dello scacchiere mondiale, non chiede un coinvolgimento militare diretto, ma un aiuto in armi “ai nostri amici che combattono”.

Il presidente in carica Obama reagisce alle parole dello sfidante, accusandolo di aver sempre avuto torto in ogni sua opinione di politica estera, mandando così  “segnali confusi agli americani e al mondo”. Obama, a tal propositoha ricordato come Romneydisse che la minaccia più grave ci arriva dalla Russia”, mentre sulla Siria: “non ha idee diverse dalle nostre, ed è così perché stiamo facendo ciò che va fatto”. E ancora l’accusa al suo rivale repubblicano di voler “esportare le politiche degli anni 80”, mentre con la sua presidenza gli Usa hanno “lasciato alle spalle le politiche che hanno portato a due guerre, alla crisi economica e a un debito enorme”. Obama è sicuro: “oggi gli Usa sono più forti di 4 anni fa, il mondo è meno diviso e l’Iran è indebolito”, e ancor più chiaro e diretto: “finché sarò presidente l’Iran non avrà l’atomica”, smentendo nuovi negoziati con Teheran. Su Israele la posizione è semplice: “se Israele viene attaccato saremo al suo fianco, ma non dobbiamo colpire per primi”.

Poi rivolgendosi agli americani: “abbiamo affrontato scelte difficili. Quella che voglio è un’America più forte. Se sarò confermato presidente , ascolterò sempre la vostra voce”, per poi chiudere con: ora la scelta è vostra”.

Non solo politica estera però, Romney è intervenuto anche sulle questioni interne, di natura economica in primis: “se resterà alla Casa Bianca per altri 4 anni, Obama ci porterà sulla strada del declino, la strada della Grecia. Io voglio far ripartire l’economia”. E ai repubblicani dice: “è il nostro turno di prendere in mano la torcia della libertà e della speranza, guidare l’America e farla tornare prospera”.

Un attacco Romney lo riserva ai tagli fatti sul budget delle Forze armate:abbiamo i migliori militari al mondo, ma i tagli per 3 miliardi di dollari cambieranno le cose”. Sull’argomento però lo sfidante repubblicano ha prestato il fianco ad un’abile controffensiva del presidente Obama, che alla battuta di Romney:la nostra Marina ha meno navi ora di quante ne avesse nel 1917“, ha replicato: “se è per questo abbiamo anche meno cavalli e baionette, perché la natura del nostro esercito è cambiata, ma abbiamo portaerei con aerei, e sottomarini nucleari”.

E mentre negli Usa un uomo di colore, già presidente, sfida il rivale repubblicano, per tornare alla Casa Bianca, una ragazza ventenne di colore è stata aggredita e data alle fiamme da tre militanti del Ku Kux Klan, mentre era impegnata a fare jojjing in un parco della Louisiana. I tre uomini, che indossavano il cappuccio bianco, l’abito distintivo della setta, hanno cosparso la ventenne di liquido infiammabile, e scritto sulla sua vettura KKK, la sigla del movimento razzista, nato negli Usa nel XIX secolo. La donna versa in gravi condizioni, e riporta gravissimi ustioni per oltre metà del suo corpo.