Denise Pipitone, il messaggio su Fb: si tratta di uno scherzo

Dice di essere Denise Pipitone e manda un messaggio su Facebook a PIera Maggio

L’ennesimo scherzo di cattivissimo gusto. Crudeltà o ingenuità di una bambina? Non possiamo giudicarlo noi, ma per Piera Maggio sarà stata l’ennesima delusione. A pensare che sono solo di oggi le dichiarazioni del caporedattore del Tgr Basilicata, in cui parla di una persona seria l’uomo che avrebbe chiamato per confermare l’identità della ragazzina che qualche giorno fa è apparsa sui schermi del programma di Rai 3 “Chi l’ha visto?”. La conduttrice, Federica Sciarelli, ha infatti raccontato di un’adolescente che ha inviato un messaggio sulla pagina Facebook di Piera Maggio per comunicarle che era sua figlia ritrattando poi in un secondo momento. Ma è stato inutile, ormai la speranza si era già accesa e la madre della piccola Denise Pipitone scomparsa da Mazara del Vallo il 1° Settembre 2004.

L’uomo che ha contattato  la redazione del Tg ha confermato che quella ragazza vive a Tito con la famiglia, in provincia di Potenza mentre e di pochi minuti fa la notizia pubblicata dall’Huffington Post on line: i Carabinieri di Potenza si sarebbero già attivati per effettuare l’esame del DNA sulla ragazzina che ha 11 anni. Lo hanno fatto attraverso un tampone e dal riscontro con il Dna di Denise Pipitone pare si tratti effettivamente di uno scherzo. E’ stata la Procura di marsala, Trapani, a richiederne l’accertamento. La bambina, insieme alla famiglia, si è trasferita nel comune potentito da qualche anno, prima vive in Calabria. In quanto al mistero del cognome della ragazzina, lo stesso di uno dei capi di un campo Rom di Mazara del Vallo, è la madre della unidcenne a dichiarare che la figlia porta il suo stesso cognome visto che il padre non l’ha mai voluta riconoscere.

All’arrivo dei Carabinieri la madre della ragazzina pare non si sia opposta in alcun modo al prelievo del Dna e l’adolescente alla vista dei Carabinieri ha subito ammesso che si è trattato di uno scherzo. Intanto l’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frizzitta, ha parlato dell’esame del Dna come “protocollo ordinario”, in relazione ad “alcuni elementi riconducibili al fascicolo in relazione al cognome”. Il legale della signora Maggio ha inoltre dichiarato di non essere a conoscenza del test ma che si sarebbero “stupiti se la Procura non l’avesse fatto”.