Tullio de Piscopo a Verissimo: “Vi racconto io chi era Pino Daniele”

Tullio De Piscopo a Verissimo ha raccontato del suo grande dramma. Il grande batterista e cantante di origini napoletane, precisamente tre anni fa, ha dovuto affrontare il suo dramma: il tumore. E’ stato Pino Daniele a salvarlo, prima dell’operazione dandogli la coroncina che portava sempre con sé, e anche dopo, durante il periodo della guarigione, chiedendogli di salire con lui sul palco. Silvia Toffanin si è commossa molto al racconto del grande batterista napoletano.

tullio de piscopo a verissimo

 

Tre anni fa è stato un momento incredibile, perché certe notizie non te le aspetti. Mi è venuto a trovare questo brutto male: si chiama tumore. Quando c’è stato l’esito della Tac, ero con mia figlia. La vita mi è passata davanti, ma ho sentito la stretta di mano di mia figlia. Mi sono girato e aveva gli occhi rabbiosi. Era talmente forte questa stretta di mano che ho sentito un amore incredibile. Io ho lavorato e ho offerto la mia voce e i miei spettacoli a tante fondazioni e associazioni, ma non sapevo, in quel momento, a chi rivolgermi. Sono uscito dal centro e il mio primo pensiero è stato: non voglio dare fastidio a nessuno. Dovevo trovare un posto… un posto dove morire“. Così inizia il racconto di Tullio, silenzio in studio e la Toffanin visibilmente rapita e commossa dalle sue parole.

“I medici mi avevano dato sei mesi. Per noi artisti sei mesi non sono niente, passano velocemente. Qui si è innescata la magia, la forza, l’amore, la Madonna. Non sono pronto, devo vedere crescere i miei quattro nipotini. Ti cercherò, ti stanerò e non troverai più rifugio dentro di me, gli ho detto“. Silvia a quel punto gli ha chiesto se fosse vero che l’unica persona che sapeva, oltre la figlia che era con lui e tutta la famiglia, sia stato proprio Pino Daniele.

L’amore della mia famiglia, la musica, Pino che venne a trovarmi a Milano. Lui mi stringeva la mano e mi disse “Vedrai che ce la farai. Mi diede una piccola coroncina che lui indossava e me la diede dicendomi queste parole: “Mi ha aiutato nei momenti difficili, aiuterà anche te. Lui l’ha saputo perché io dovevo suonare con lui, avevamo un tour. Dissi una bugia a suo figlio: ‘Sto bene, devo fare giusto un piccolo interventino’. Pino non credette a quelle parole e venne a trovarmi. Sentivo la sua forza…“. Tullio ha raccontato che avevano dopo venti giorni il debutto a Napoli, al Palapartenope, voleva suonare con lui a tutti i costi. “La sua musica mi ha salvato”, ha raccontato De Piscopo.

Silvia, a questo punto, gli chiede quanto sia stato difficile dirgli addio: “Ancora adesso io mi rivolgo sempre a lui, è stato duro perché ci volevamo bene sì… ma molto di più. Era un cosa di sangue“. Come un fratello, ha dichiarato De Piscopo, che ha raccontato anche il suo avvicinamento alla fede: “La notte prima dell’intervento è stata una notte tremenda, avevo tanta paura. La paura di non vedere più i miei cari, i miei nipotini. Però, quando sono venuti a prendermi alle 6, ero sereno. Sono andato in sala operatoria cantando “Andamento lento”. Oggi sto bene, i medici mi hanno detto ‘Sei un bambino’, sono guarito“.

Dopo quello che mi è successo, la mia salvezza è stata il concerto con Pino. E’ stato bellissimo. La ferita era ancora aperta, il mio camerino era lontano per non far vedere i miei problemi. Cercavo di sentire i rumori del teatro e mi emozionava l’attesa. Mentre provavo con le mie bacchette, che sono sempre con me, ho sentito un boato e ho pensato ‘Pino è entrato in scena’ a cantare Terra mia. Quando sono salito sul palco, non sono uscito subito, ero impaurito. Quando mi sono deciso a presentarmi al pubblico, erano tutti in piedi, perché lo so, la gente legge la sofferenza“.