In Marocco per conoscere i suoceri, sequestrata dal fidanzato

In Marocco, una giovane donna di Vicenza di origini nordafricane, c’era andata per conoscere la famiglia del fidanzato, ma una volta giunta lì ha dovuto fare i conti con una terribile sorpresa: è stata rapita. A ideare e organizzare il sequestro è stato proprio il fidanzato, arrestato dai carabinieri del Ros con l’accusa di sequestro a scopo di estorsione. Alla famiglia della ragazza erano stati chiesti 70mila euro di riscatto.

In Marocco per conoscere i suoceri, sequestrata dal fidanzato

Protagonista di questa storia è una 20enne nata a Noventa Vicentina da una coppia di marocchini benestanti, ora tornati in patria e residenti vicino a Casablanca. La giovane abita con la sorella di 30 anni e il marito italiano di lei a Sossano, in provincia di Vicenza. In italia vive anche un’altra sorella, sposata con un marocchino. A Milano, qualche tempo fa, la ventenne ha conosciuto un connazionale con cui si era in seguito fidanzata. Il giovane viveva nel capoluogo lombardo con un permesso di soggiorno in via di rinnovo, nonostante i precedenti per spaccio di droga. Il 20 novembre scorso lui la invita a casa sua in Marocco, a Fes, per presentarle i genitori e ufficializzare il fidanzamento, in prospettiva di un futuro insieme. Dopo qualche giorno passato da turista, il 26 novembre, una volta rientrati nell’appartamento che il giovane aveva affittato per l’occasione, la ragazza trova altre due persone ad aspettarla e che, aiutati dal suo fidanzato la immobilizzano e sequestrano.

Per il riscatto il fidanzato ha chiamato la sorella di Sossano della 20enne, per chiederla la somma di 70mila euro. La donna in un primo momento pensa a uno scherzo, ma vuole vederci chiaro, così il 30 novembre parte per Milano. Va a casa del fidanzato della sorella e quando trova tutto chiuso, si insospettisce e rientrando in Veneto decide di fermarsi alla stazione dei carabinieri di Treviglio (Bergamo), dove sporge denuncia. Trattandosi di un sequestro di persona, i carabinieri avvertono i colleghi del Ros di Padova e a quel punto l’indagine passa alla Direzione distrettuale antimafia di Venezia. I Ros contattano subito la polizia marocchina e predispongono quella chi si chiamerà “Indagine Fes“. Intanto il fidanzato-rapitore telefona altre volte alle sorelle della vittima, che su indicazione degli investigatori fissano con lui un appuntamento il 3 dicembre a Fes, per concordare le modalità del pagamento e della liberazione. Le due donne partono per il Marocco e la sera del giorno indicato, intorno alle 20, si incontrano con il sequestratore in un centro commerciale. Nascosti ci sono i Ros, che filmano tutto e al momento giusto intervengono e arrestano l’uomo. Il quale ha addosso riferimenti decisivi per arrivare all’abitazione in cui i due complici tengono in ostaggio la ventenne. La polizia marocchina la circonda qualche ora dopo, tra mezzanotte e l’una, e con un blitz libera la ragazza e arresta uno dei rapitori. L’altro era fuori ed è tuttora ricercato.

Sulla base degli accertamenti svolti e delle testimonianze della ragazza e delle sorelle, il Ros arriva poi a un quarto uomo, Hamid Chouichou, che avrebbe ideato e organizzato il sequestro, restando però in Italia.